il circolo

Il salotto a ruota libera

Buttons

  • Contact me
  • My profile
  • Linkme

Recent comments

Bakis on Ritorno a ...

 

Counter

visited *loading* times

 
Monday, August 30, 2004

E' questo che io intendo per amore

Quando fu la mattina seguente, lo Stormo aveva già dimenticato la sua collera. Fletcher no. "Ti ricordi che una volta mi dicesti, tu, Jonathan, che bisogna voler bene allo Stormo, perdonarli, tornare tra loro, e aiutarli a capire, imparare?". "Certo". "ma di un po', come fai, ad amare una tale marmaglia di uccelli che ha tentato addirittura d'ammazzarti?". "Oh, Fletch, non è mica per questo che li ami! E' chiaro che non ami la cattiveria e l'odio, questo no. Ma bisogna esercitarsi a discernere il vero gabbiano, a vedere la bontà che c'è in ognuno, e aiutarli a scoprirla da se stessi, in se stessi. E' questo che io intendo per amore. E ci provi anche gusto, una volta afferrato lo spirito del gioco..[..] Povero Fletch. Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola"...[..] Di lì a poco, fattosi forza, Fletcher Lynd si levò in volo. E incontrò un gruppo di nuovi adepti, ansiosi di ricevere la loro prima lezione. "Innanzi tutto", incominciò, piuttosto greve, "vi dovete rendere conto che un gabbiano è fatto a immagine del Grande Gabbiano, è un'infinita idea di libertà, senza limite alcuno, e il vostro corpo, da una punta dell'ala a quell'altra, altro non è che un grumo di pensiero"..[..] E quantunque cercasse di mostrarsi tutto serio e severo ai suoi allievi, il  gabbiano Fletcher, a un tratto, per un attimo, li vide come veramente erano, e sorrise: non soltanto gli piacevano, li amava. Quello che vide era molto bello. Nessun limite, eh, Jonathan? pensò, e sorrideva. Era come l'inizio di una gara, aveva cominciato a imparare.

(Richard Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston, ed. Rizzoli, 1973)

posted by: gabriella at 09:33 | link | comments |

Wednesday, August 25, 2004

National Design Award 2004

Va a Milton Glaser il National Design Award 2004. Lo Smithsonian's Cooper-Hewitt National Design Museum ha scelto il famoso designer, creatore nel '76 del fortunato logo "I NY", come icona della grafica americana: in più di cinquant'anni Glaser ha ideato loghi, poster, copertine di libri e dischi, e curato l'immagine e la comunicazione per mostre, pubblicazioni, riviste, negozi, ristoranti. Dopo l'attentato alle Twin Towers Glaser ha ideato una nuova versione del suo "I NY"aggiungendo semplicemente la frase More Than Ever, "I  NY MORE THAN EVER". Il premio verrà consegnato il prossimo 19 ottobre a New York durante il gala del National Design Award. In totale saranno assegnati cinque premi, ognuno per un diverso campo di ricerca e attività: architettura, comunicazione, ambiente, design e moda.

(Exibart.onpaper, agosto-settembre 2004)

posted by: gabriella at 13:29 | link | comments |

Tuesday, August 24, 2004

In ricordo di fratel Ettore

"Vorrei convincervi che sono soltanto un pover'uomo. Un uomo che per tutta la vita ha fatto soltanto la volontà di Dio, spesso senza neppure rendersene conto. Dal Signore ho ricevuto grazie straordinarie, ma non posso vantarmi di aver sempre corrisposto perfettamente alle grandi grazie ricevute. Questo lo dico perchè nessuno, ripeto, nessuno, anche l'ultimo dei miei ospiti, si senta inferiore a me o possa pensare di non poter fare anche lui cose simili a quelle che io, per grazia di Dio e per lo straordinario amore della Madre, ho compiuto". Grazie Ettore per il dono della tua presenza e per le lacrime che, ora, mi solcano il viso.

(fr. Ettore Boschini)

posted by: gabriella at 09:21 | link | comments |

23 agosto, giornata Onu per celebrare la fine dello schiavismo

Ancora oggi esistono almeno 27 milioni di schiavi. In Sudan, almeno 15 mila persone all'anno vengono rapite per essere schiavizzate; in Brasile, secondo il rapporto Onu, mille persone sono state liberate, nel 2003, dalla piantagioni amazzoniche; in Pakistan, persone di ogni età sono comperate e vendute. Quasi 180 milioni di bambini, sotto i 10 anni, sono al lavoro nel mondo, addetti a produzioni tossiche. Ottocentomila donne e non di rado bambine e bambini, sono introdotti ogni anno nel mercato della prostituzione forzata. Inoltre, la terza età dello schiavismo, dopo l'età delle servitù antica e lo schiavismo delle piantagioni europee nelle Americhe, principalmente riservato agli africani, è quella aperta dall'outsourcing, dalla possibilità di trasportare posti di lavoro laddove il lavoro è più a buon mercato e, soprattutto, indifeso. Uno studio del Cato Institute di Washington rileva che il costo medio di un laureato in economia e commercio in India, dove 360 mila posti di lavoro americani da contabili sono volati nel 2003, è il 5%, un ventesimo, del costo di un collega americano. Nel lavoro manuale, nelle fabbriche di magliette, palloni, scarpe, ecc..., i nuovi schiavi in Cina, Pakistan, Thailandia, Malaysia, America Latina, misurano i salari non in euro o dollari all'ora, ma in centesimi. "Se volete davvero commemorare la giornata internazionale contro la schiavitù, lasciate perdere le cerimonie e toccate invece la maglietta che avete indosso. Le probabilità sono che sia stata fabbricata ieri mattina da uno schiavo", è il monito di Koichiro Matsuura, direttore dell'Unesco. 

(Vittorio Zucconi, La Repubblica, 24 agosto 2004)

posted by: gabriella at 08:30 | link | comments |

Monday, August 23, 2004

I see friends shakin' hands, sayin "How do you do?". They're really saying "I love you"

I see trees and green, red roses too. I see them bloom for me and you. And I think to myself, what a wonderful world. I see skies of blue and clouds of white. The bright blessed day, the dark sacred night. And I think to myself, what a wonderful world. The colours of the rainbow, so pretty in the sky. Are also on the faces of people going by. I see friends shakin' hands, sayin "How do you do?". They're really saying "I love you". I hear babies cryin', I watch them grow. They'll learn much more than I'll ever know. And I think to myself, what a wonderful world. Yes, I think to my self, what a wonderful world.

(What a Wonderful World, by George David Weiss and Bob Thiele, performed by Louis Armstrong)

posted by: gabriella at 13:05 | link | comments |

Tuesday, August 03, 2004

Ricordatevi che siete uomini e dimenticatevi tutto il resto

Ciò che é e ciò che rappresenta l'individuo non lo é in quanto individuo, ma in quanto membro di una grande società umana che guida il suo essere materiale e morale dalla nascita alla morte. Il valore di un uomo, per la comunità in cui vive, dipende anzitutto dalla misura in cui i suoi sentimenti, i suoi pensieri e le sue azioni contribuiscono allo sviluppo dell'esistenza di altri individui.....[...] Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli è giunto a liberarsi dell'io. Ognuno di noi é su questa terra per una breve visita; egli non sa il perchè, ma assai spesso crede di averlo capito. Non si riflette profondamente e ci si limita a considerare un aspetto della vita quotidiana; siamo qui per gli altri uomini: anzitutto per coloro dal cui sorriso e dal cui benessere dipende la nostra felicità, ma anche per quella moltitudine di sconosciuti alla cui sorte ci incatena un vincolo di simpatia. Ecco il mio costante pensiero di ogni giorno: la vita esteriore ed interiore dipende dal lavoro dei contemporanei e da quello dei predecessori; io devo sforzarmi di dar loro, in eguale misura, ciò che ho ricevuto e ciò che ancora ricevo...[...] Gli ideali che hanno illuminato la mia strada e mi hanno dato costantemente un coraggio gagliardo sono stati il bene, la bellezza e la verità....[...] Ricordatevi che siete uomini e dimenticatevi tutto il resto. 

(Albert Einstein, Princeton, 1955)

posted by: gabriella at 14:01 | link | comments |