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Thursday, October 28, 2004

La povertà

Il povero evangelico non è colui che non ha soldi, ma chi li ha e ne è distaccato, cioè non li idolatra, non ne fa un fine da perseguire in sè.

(Ettore Gotti Tedeschi, Rino Camilleri, Denaro e Paradiso, Ed. Piemme, ottobre 2004. Corriere della Sera, 28 ottobre 2004)

posted by: gabriella at 14:42 | link | comments |

Wednesday, October 27, 2004

Il dovere

Credo che ognuno di noi abbia il dovere di occuparsi di quello che gli capita sotto il naso. Se no tanto vale restare a guardare il mare credendo di essere poeti.

(Giovanni Maria Bellu, I fantasmi di Portopalo. Natale 1996: la morte di 300 clandestini e il silenzio dell'Italia, Ed. Mondadori, ottobre 2004)

 

posted by: gabriella at 11:50 | link | comments |

Tuesday, October 26, 2004

4 miliardi di poveri, i nuovi clienti del mercato mondiale

I nuovi clienti del mercato mondiale vanno cercati tra i quattro miliardi di poveri, il più grande bacino di consumatori ancora da esplorare. Occorre però liberarsi dai vecchi concetti di marketing e distribuzione. Così si crea un sistema efficace per generare profitti e ridurre l'isolamento dei Paesi in via di sviluppo. Nel 2001 la conglomerata industriale e tecnologica indiana Itc ha iniziato a costruire nei villaggi agricoli dello Stato rurale indiano del Madhya Pradesh una rete di computer collegati a Internet denominata "e-Choupals": dopo pochissimo tempo i coltivatori di soia sono stati in grado di stabilire un prezzo di mercato equo per la loro produzione. Alcuni di loro hanno cominciato a seguire l'andamento del mercato a termine della soia alla Camera di Commercio di Chicago e nel giro di poco tempo la maggior parte di essi ha scavalcato i mercati a licitazione locali per vendere il proprio raccolto direttamente alla Itc, guadagnando all'incirca sei dollari in più a tonnellata...[..] La rete della Itc è un esempio di cosa succede quando le grandi imprese smettono di guardare ai 4 miliardi di poveri del mondo come a una massa di persone inermi, disperatamente in cerca di carità, quando il modo più efficace di ridurre la miseria è proprio quello di trasformare i poveri in clienti e consumatori. Il mercato può causare maggiori danni ignorando i consumatori meno abbienti, piuttosto che coinvolgendoli. In fin dei conti, se i poveri non possono partecipare ai mercati mondiali, non sono neanche in grado di trarne vantaggio...[..] Occorre imparare a servire i mercati poveri superando le loro particolari restrizioni, al pari dei propri modelli commerciali e ai preconcetti sui Paesi in via di sviluppo. Porre fine all'isolamento economico delle popolazioni disagiate e accoglierle nell'economia mondiale formale garantirà loro anche l'opportunità di trarre vantaggio dalla globalizzazione. Questa è la nuova frontiera imprenditoriale mondiale.

(Allen L. Hammond e C.K. Prahalad, Global FP, settembre/ottobre 2004)  

posted by: gabriella at 14:50 | link | comments |

Friday, October 22, 2004

Camminando si apre cammino

In un'era in cui ci si vuole muovere sempre più veloci, in cui non si capisce più che le uniche distanze incolmabili sono quelle del cuore, fa bene riconsiderare la propria vita e gli incontri che l'hanno caratterizzata con il passo del pellegrino: un incedere ora affaticato, ora sollecito, guardingo o entusiasta, ma sempre  misura d'uomo...[..] "Camminando si apre cammino" ricordava Machado e, soprattutto, si procede a un'andatura che anche il più debole riesce a sostenere...[..] Non siamo forse tutti dei pellegrini alla ricerca di un senso, non solo davanti a noi ma anche nel nostro passato, nella strada percorsa, negli incontri avuti? Allora non c'è bisogno di fermare il mondo, nè, tantomeno, di scendere: basta che impariamo nuovamente a fermarci noi, a sostare nell'amicizia e a vivere nella gratitudine.

(Enzo Bianchi, ttl La Stampa, 25 settembre 2004)

posted by: gabriella at 11:52 | link | comments |

Thursday, October 21, 2004

Nelle tormentate società democratiche del nostro tempo

Nelle società democratiche del nostro tempo, segnate da differenze e divisioni d'ogni genere, le procedure di selezione dei governanti sono oggetto della cura più attenta, poichè esse comportano selezione di interessi, ideali e prospettive di vita collettiva...[..] La Costituzione fissa il pactum societatis, con il quale ci si accorda sulle condizioni dello stare insieme, nel reciproco rispetto che protegge dal conflitto all'ultimo sangue. Sulla base di questo primo accordo può essere stipulato il pactum subiectionis, con il quale ci  si promette reciprocamente di ubbidire, di assoggettarsi, alle decisioni del governo legittimo, cioè del potere della maggioranza che agisce secondo le regole e nel rispetto dei principi contenuti nel pactum societatis....[..] Ogni uomo politico democratico che si preoccupi della cosiddetta governabilità, cioè delle condizioni che rendono la società suscettibile di essere governata, è consapevole che il mantenimento delle condizioni di omogeneità costituzionale, cioè il rispetto della Costituzione, e, ancor prima, la fiducia nell'altrui lealtà costituzionale sono la principale di queste condizioni. In mancanza verrebbe meno la disponibilità della minoranza ad accettare come legittime le decisioni della maggioranza...[..] La Costituzione, con i suoi vincoli e i suoi limiti, anzi, proprio per i vincoli e i limiti, svolgendo un'imprescindibile funzione d'integrazione, è strumento di governabilità, non ostacolo o impaccio per il governo.Ove prevale l'opinione opposta, ivi c'è incoscienza o spirito d'avventura.   

(Gustavo Zagrebelsky, La Repubblica, 21 ottobre 2004)

posted by: gabriella at 16:14 | link | comments |

Wednesday, October 20, 2004

Occorre ancorare la democrazia a valori imperituri

Mai come in questo passaggio di secolo la democrazia appare, nelle sue diverse tipologie costituzionali, vulnerabile e inclinante verso oligarchie strutturate in poteri anche non politici, economici, sociali, mediatici, o verso governi personali...[..] Occorre ancorare la democrazia  a valori imperituri che la salvino anche nei grandi scenari della deterritorializzazione del potere, delle unioni sopranazionali, delle egemonie transnazionali, cioè di quelle forme inedite che andrà assumendo la globalizzazione, ivi comprese quelle città-mondo, in cui sta andando a concentrarsi metà della popolazione del pianeta, e che fungono da capitali dei mercati globali. Tre valori imperituri sono la vita, la cultura, la coscienza umana. Il valore della vita dell'uomo si rapporta con il valore della pace. Se una democrazia si legittima, non soltanto con regole e procedura di investitura del potere, ma per i fini che persegue, la preservazione della vita umana dalla guerra diventerà il valore supremo...[..] Decisivo sarà, per la sopravvivenza della democrazia, l'equilibrio tra culture universalistiche e culture particolari. Sarà per questa saggezza combinatoria se il modello di società occidentale potrà continuare ad essere quello di una società aperta, e come tale capace di scongiurare quella partita mortale che si usa indicare come the West and the rest. Occorre che impariamo a guardare il mondo con gli occhi altrui e non solo con i nostri....[..] I diritti dell'uomo non si fondano sul suo passaggio dallo stato di natura allo stato di società, non si fondano sull'appartenenza ad una nazionalità o cittadinanza, ma sulla sua dignità di uomo. La dignità è l'assoluto valore dell'uomo in sè, intangibile. Non si può diminuire nè togliere dignità a un uomo. Essa non dipende nè dalla società, nè dallo Stato. Essa è propria in via originaria dell'uomo. La dignità dell'uomo sta nella coscienza dell'uomo, da cui l'uomo è guidato.

(Francesco Paolo Casavola, Il valore della democrazia, prolusione alla 44a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani "La democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri", 8 ottobre 2004. www.settimanesociali.it)

 

 

posted by: gabriella at 17:17 | link | comments |

Tuesday, October 19, 2004

Amare anche i momenti infelici della vita

Quando mi ricordo della mia vita, penso che ho avuto la fortuna di amare anche i momenti infelici della mia vita, e di benedirli. Quasi tutti, salvo rare eccezioni. Quando ricordo i momenti felici, benedico anche quelli, certamente, ma al tempo stesso mi precipitano verso il pensiero della morte, verso la morte, perchè è passato, finito.

(Jacques Derrida, Le Monde, Internazionale, 15 ottobre 2004)

posted by: gabriella at 15:48 | link | comments |

Monday, October 18, 2004

Non avrò vissuto invano

Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano. Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena o aiuterò un pettirosso caduto a rientrere nel nido non avrò vissuto invano.

(Emily Dickinson, Se io potrò impedire)

posted by: gabriella at 15:14 | link | comments |

Thursday, October 14, 2004

Operazione "caliamo le braghe"

I ribelli, i ribelli....[..] Padre Vittorio Bongiovanni, saveriano a Makeni, corre verso i combattenti. Si trova di fronte centinaia di ragazzi, anzi, di bambini: portano la cinghia del fucile sulla testa perchè sono troppo piccoli, se la facessero passare sulla spalla l'arma striscerebbe per terra...Il giorno dopo aver visto i piccoli soldati, padre Bongiovanni va a conferire con il vescovo di Makeni: "Organizziamo un incontro con quella gente, così riusciremo a parlare con i bambini". L'evento viene programmato: i due si trovano di fronte tre file di soldati, per un totale di 250 bambini. Don Vittorio indossa il vestito bianco delle occasioni importanti, in una mano ha un pallone, nell'altra un fischietto. Si avvicina a un bambino, solleva il pallone ad altezza piede e fa per scagliarglielo addosso con un calcione. D'istinto il ragazzino gira il volto per ripararsi, il fucile gli cade in terra. E' cascato nella finta del prete, che ora gli porge la palla con le mani. La prende come fosse di vetro, la guarda, se l'avvicina e la bacia: "erano quattro anni che non vedevo un pallone"....[..] Alla fine dell'incontro il missionario affronta il comandante dei ragazzi: "Gli tolga i fucili e li metta da parte, in quanto alle divise non si preoccupi, ci penso io". Inizia così l'operazione "caliamo le braghe". Padre Bongiovanni torna con pantaloncini, magliette, palloni, fischietto e organizza tornei.....Dai campi di calcio i ragazzi passano alla scuola, alla mensa e poi anche al cinema....A poco a poco, in gran segreto, Don Vittorio comincia a riportare i bambini a casa. I ribelli se ne accorgono, ma lasciano fare......[..] Otto mesi dopo l'inizio dell'operazione "caliamo le braghe", 225 bambini su 250 sono tornati nelle loro famiglie.

(Daniele Scaglione, Diritti in campo, Ed. Ega, Ottobre 2004 - Il Sole 24 Ore, domenica 10 ottobre 2004) 

posted by: gabriella at 15:16 | link | comments |

Wednesday, October 13, 2004

Il capitale creativo

L'impresa creativa modifica il mondo, è attiva, entusiasma continuamente i propri uomini. Un'organizzazione creativa è disposta ad assumere dei rischi, se gli individui che la compongono, a loro volta, sanno assumere rischi. Le imprese tolleranti sono imprese maggiormente creative. La cultura della tolleranza all'errore è cultura della creatività.

(Salvatore Vicari, Assemblea 2004 Centromarca, 5 ottobre 2004)

posted by: gabriella at 11:56 | link | comments |

Monday, October 11, 2004

E il delfino riprese la sua danza

Cantano le cicale, sul mare e sulle rocce intorno è scesa la calma delle ore più calde. Dall'ombra della mia tenda intravedo una petroliera in lontananza e, più vicina, una piccola barca a vela che beccheggia, immobile, in attesa di un refolo di vento. Tutto sembra apparentemente senza vita. In questa sospensione, mi torna in mente una storia raccontatami, anni fa, da un amico velista. Stava compiendo, a bordo di una piccola imbarcazione, una traversata solitaria dalla Toscana alla Sardegna. Per farsi compagnia ascoltava una sinfonia di Mozart, quando, a un tratto, a poppa comparve un delfino. Fin qui, nulla di strano...[..] La cosa curiosa, mi disse, è che sembrava nuotasse al ritmo della musica. Spense allora il registratore per scacciare quella che considerava una deleteria fantasia antropomorfa e il delfino sparì. Dopo lunghi minuti di silenzio e di tacita attesa, la barca fu scossa da un forte colpo, seguito da un altro e un altro ancora. Era lui, il delfino che percuoteva lo scafo come a dire:" E allora che succede?"  Il mio amico riaccese subito la musica e il delfino riprese la sua danza, accompagnandolo felice fino a sera. Sì, nell'universo esiste una percezione della bellezza che sfugge ai nostri canoni, alle nostre congetture e questa percezione si manifesta spontaeamente in gioia, danza e ricchezza di vita...[..] La bellezza potrà cambiare il mondo soltanto se gli uomini riusciranno di nuovo, come i delfini, a percepirla e a gioire della sua gratuità. Ma per riuscire a farlo, bisogna compiere il cammino che toglie l'opacità dallo sguardo, rendendolo vivo e costantemente aperto al moto dello stupore. Quel cammino che permette alle orecchie di ascoltare, al cuore di sentire.

(Susanna Tamaro, convegno "La bellezza salverà il mondo"  7 settembre 2004. Incontro internazionale di preghiera per la pace Religioni e culture: il coraggio di un nuovo umanesimo. Comunità di Sant'Egidio, www.santegidio.org)  

   

posted by: gabriella at 12:50 | link | comments |

Thursday, October 07, 2004

La libertà dell'uomo

La libertà viene data all'uomo dal Creatore come dono e al tempo stesso come compito. Mediante la libertà, infatti, l'uomo è chiamato a scegliere e a realizzare la verità sul bene. Scegliendo e attuando un bene vero nella vita personale e familiare, nella realtà economica e politica, nell'ambito nazionale e internazionale, l'uomo realizza la propria libertà nella verità..[..]  La libertà è se stessa nella misura in cui realizza la verità sul bene. Solo allora essa medesima è un bene.

(Giovanni Paolo II, Memoria e identità, ed. Rizzoli, primavera 2005, Corriere della Sera, 7 ottobre 2004)

posted by: gabriella at 15:23 | link | comments |

Wednesday, October 06, 2004

Lettera ai giovani

Vorrei che si sviluppasse in voi giovani il senso critico, ossia la capacità di valutare le cose per quello che sono, senza filtri demagogici o dogmatismi di sorta, avendo il coraggio, se necessario, di dubitare anche di quello che tutti sembrano ritenere ovvio. Significa anche saper giudicare a partire dai fatti, e non lasciarsi fuorviare dalle idee degli altri senza averle prima fatte nostre, nè permettere che le nostre si irrigidiscano. Significa documentarsi, andare instancabilmente alla ricerca di conferme, saper cambiare idea e riconoscere i propri errori...[..] sbarazzarci dei pregiudizi, tornare al dialogo aperto e costruttivo. Non abbiate paura di dubitare e di criticare tutto quello che non vi convince fino in fondo. Abbiate la forza e il coraggio di sostenere le vostre idee, anche se vi sembrano impopolari, anche quando non vi sentite appoggiati.

 (Tullio Regge, ttl La Stampa, 2 ottobre 2004)

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Monday, October 04, 2004

Uomo pulire bagno

Da un rapporto pubblicato di recente dal dipartimento centrale di statistica del lavoro degli Stati Uniti, emerge come, in tema di suddivisione del lavoro in famiglia, la parità uomo-donna non è veramente tale. Il dipartimento ha condotto un'indagine su 21.000 persone, chiedendo loro come avevano trascorso la giornata precedente, nei minimi dettagli, minuto per minuto. E' risultato che gli uomini avevano trascorso al lavoro un'ora in più delle loro colleghe. Ma nelle famiglie in cui ci sono due stipendi, le donne avevano trascorso un'ora in più a prendersi cura dei bambini piccoli..[..] Circa il 20 per cento degli uomini intervistati ha riferito di avere eseguito qualche lavoro domestico, pulendo o facendo il bucato, contro il 55 per cento delle donne. Il 35 per cento degli uomini aveva cucinato o lavato i piatti contro il 66 per cento delle donne..[..]  Julie E. Brines, sociologa dell'università di Washington afferma che gli uomini sono tuttora pieni di pretese: la maggior parte di loro è disposta a cambiare il pannolino al piccolo, ma non a pulire a fondo il bagno..[..]  Uno studio del 1988 condotto su copie di sposini dallo psicologo John M. Gottman aveva evidenziato che quanto più i mariti partecipano alla cura dei bambini, al lavoro domestico e alla conversazione in famiglia, tanto più il livello di soddisfazione e di intimità sessuale delle mogli aumentava. Uomo andare a caccia di intimità. Uomo pulire bagno.

(The New York Times, la Repubblica, 29 settembre 2004)

posted by: gabriella at 16:28 | link | comments |