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Bakis on Ritorno a casaC'&egr...

 

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Friday, November 26, 2004

Ogni uomo è una infinita possibilità

E nessuno più giudichi nessuno: la coscienza è un abisso alla stessa coscienza. Nessuno uccida la speranza neppure del più feroce assassino perchè ogni uomo è una infinita possibilità.

(Padre David Maria Turoldo)

 

posted by: gabriella at 10:28 | link | comments |

Wednesday, November 24, 2004

Il coraggio di sognare

Solo l'amore risolve le cose, e per amare bisogna scorgere la bellezza dell'altro. E poi avere il coraggio di sognare, guardare lontano.

(Pierre Serrac, Rai2, Tg2 edizione 20.30)

posted by: gabriella at 18:08 | link | comments |

Tuesday, November 23, 2004

Gioco a guadagno condiviso in cui tutti traggono vantaggio

Il segreto sta tutto nelle persone. L'essenza del Total Quality Management è tutta qui. I metodi statistici, le metodologie di prevenzione e soluzione dei problemi sono importantissimi, ma le persone lo sono ancora di più. E allora, il nuovo paradigma organizzativo si deve fondare su quella sapiente combinazione di formazione, delega e responsabilizzazione nei poteri decisionali che in inglese viene sintetizzata con il termine empowerment. Per essere correttamente realizzato, l'empowerment degli individui in azienda deve a sua volta trovare le basi su una specie di rivoluzione copernicana che riporta l'uomo al centro dell'azienda e lo vede non più come un fattore del processo economico dell'azienda, ma piuttosto come un attore ed un protagonista all'interno della stessa. E in questo scambio di posizione, che non deve affatto essere solo formale, ma deve invece permeare con tutta la sua forza innovativa l'organizzazione aziendale nel suo complesso, si crea una di quelle situazioni ideali di gioco a guadagno condiviso in cui tutti traggono vantaggio.

(Pasquale Pistorio, Vice presidente di Confindustria per l'Innovazione e la Ricerca alla Prima Giornata dell'Innovazione, "L'Innovazione ha 360°: perchè fermarsi a 180°?", 16 novembre)

posted by: gabriella at 15:29 | link | comments |

Monday, November 22, 2004

Non si vede, ma per fortuna c'è

Sono figlio di operai, casa con due stanze, si apriva una porta e c'era il letto. Prima di morire mio padre mi ha detto: "Siate buoni". Ci ho provato. Mi consola pensare che il Bene non fa storia perchè non si vede, ma per fortuna c'è.

(Enzo Biagi, Corriere della Sera, 22 novembre 2004)

posted by: gabriella at 15:24 | link | comments |

Friday, November 19, 2004

L'essenzialità vince sempre

C'è stato un tempo in cui quasi ci si vergognava di fare una musica magari fatta di piccoli passi, piacevole e senza la pretesa di cambiare il mondo. Ecco, io mi sono accorto che quella era la musica che mi apparteneva e che con una sua linea di volo iniziava a parlare al cuore delle persone, di chi mi seguiva...[...] E da allora ho imparato che l'essenzialità vince sempre.

(Ludovico Einaudi, Diario della settimana, 25 novembre 2004)

posted by: gabriella at 15:39 | link | comments |

Wednesday, November 17, 2004

L'obbligo morale di sapere cosa accade in altre parti del mondo

Il libro di Sebastiao Salgado, The End of the Road, appena uscito per la University of California Press, aveva atteso parecchi anni prima di essere pubblicato negli Stati Uniti. Vent'anni fa, Salgado trascorse quindici mesi in quell'arida regione a sud del Sahara scattando con la sua Leica 33-mm foto di profughi ridotti allo stremo. E alla fine ne spedì per posta un buon numero a un amico, Fred Ritchin, ex responsabile del settore fotografico del New York Times Magazine, nella speranza che potessero interessare a un museo o a un editore. Le immagini di esili figure che si stagliano sull'orizzonte del deserto nel Ciad, in Etiopia, nel Mali e nel Sudan sembrano quasi in movimento...[..] Un ragazzo emaciato arranca sulla sabbia con le gambe sottili come i rami secchi degli alberi sullo sfondo. Un padre trasporta il figlioletto senza vita in un campo profughi. Glielo aveva promesso prima che morisse. Quelle foto tornano d'attualità oggi che la fame attanaglia la regione del Darfur. Ma vent'anni fa, gli editori dissero a Ritchin che nessuno avrebbe comprato un libro del genere a causa del suo contenuto. Salgado obiettò che il pubblico aveva l'"obbligo morale" di sapere cosa stava accadendo in altre parti del mondo. Un agente letterario scoppiò a piangere dopo che aveva visto quelle immagini, ma disse che erano troppo deprimenti. Così il libro venne pubblicato soltanto in Francia (nel 1986) e in Spagna (nel 1988). Ritchin si mise in contatto con alcuni musei, senza però riuscire a convincere nessuno ad organizzare una mostra. Finalmente, il libro è stato pubblicato in America il mese scorso su intercessione di Ken Leight, docente della Università di California che ne dirige la scuola di fotografia....[..] "La fotografia è soltanto un linguaggio" spiega Salgado. Ma quel che più gli sta a cuore è che il tema venga discusso. Ritchin però teme che il pubblico sia più attratto dalla fama del suo amico che non dal contenuto delle fotografie. "Inorridirei al pensiero che negli anni 40 sarebbe stato necessario un Cary Grant per parlare dell'Olocausto perchè qualcuno provasse a reagire", dice sconsolato. 

(The New York Times, la Repubblica, 17 novembre 2004)

posted by: gabriella at 15:46 | link | comments |

Tuesday, November 16, 2004

Gli arrivisti

Gli arrivisti sono come le scimmie delle quali hanno l'agilità: durante la scalata si ammira la loro destrezza, ma una volta che sono arrivati in cima, non se ne vedono che le parti vergognose.

(Honorè de Balzac, Il giglio nella valle. Gianfranco Ravasi, Mattutino, Avvenire, 28 ottobre 2004)

posted by: gabriella at 14:30 | link | comments |

Friday, November 12, 2004

E ci accorgiamo di non essere soli, a essere soli

Passeggiamo per Parigi, per Berlino, per Marrakech, per Bali; ma anche per una qualsiasi cittadina della Boemia o del Wisconsin; approdiamo a un caffè, ci sediamo al tavolino, ordiniamo, ci guardiamo attorno. E ci accorgiamo di non essere soli, a essere soli. Al tavolino di fronte, ma anche a quelli sparsi a destra o a sinistra, verso il banco o nell'angolo, altre persone siedono come noi. Chi legge Proust, chi scrive o butta giù schizzi su un taccuino, chi si contenta di osservare il passeggio sulla pubblica via. Chi pensa tra sè e sè. Chi no. Uno dei vantaggi della solitudine è che, qualsiasi cosa fai, la fai solo tu. Sono così beati che non sembrano nemmeno soli, finiamo per pensare. Finchè non ci accorgiamo che sono beati proprio perchè sono soli.

(Ventiquattro Il magazine, Il Sole 24 Ore, 6 novembre 2004)

posted by: gabriella at 14:56 | link | comments (1) |

Thursday, November 11, 2004

La rosa non è più nella città 

Sono più miti le mattine e più scure diventano le noci, e le bacche hanno un viso più rotondo, la rosa non è più nella città. L'acero indossa una sciarpa più gaia, e la campagna una gonna scarlatta. Ed anch'io, per non essere antiquata, mi metterò un gioiello.

(Emily Dickinson, Autunno)

posted by: gabriella at 18:11 | link | comments |

Wednesday, November 10, 2004

Ho imparato che gli uomini sono eguali. Sono più eguali che diversi

Non mi sono mai considerato un uomo importante. Mi considero soprattutto un uomo fortunato...[...] A Rivalta giocavo coi bambini del paese che non sapevano parlare italiano, andavano scalzi, erano vestiti con una camiciola e con calzoncini tenuti su con lo spago. Non ho mai sentito alcuna differenza fra noi, i signori, e loro, i contadini. Ho imparato che gli uomini sono eguali. Sono più eguali che diversi. Ho imparato a dire no a ogni forma di razzismo, di odio di clan o di razza, la malattia che infesta il mondo. Ho imparato che se una madre di una tribù africana piange e si dispera per la morte del bambino morto, piange nello stesso modo con cui piange una madre italiana o americana. Ho imparato che non bisogna darsi troppe arie, anche quando c'è la banda che suona per te. Sei anche tu uno per cui verrà l'ora in cui, come per tutti gli altri, suonerà non la banda ma la campana.

(Norberto Bobbio, appunti scritti in occasione della sua nomina a cittadino onorario di Rivalta Bormida nel 1995) 

posted by: gabriella at 12:42 | link | comments |

Monday, November 08, 2004

Il corpo "packaging"

L'immagine sociale del corpo sta subendo dei radicali processi di cambiamento....[..] Si presenta, oggi, una crescente accettazione di uno stato di variazione permanente del corpo, il quale tende ad adottare quella stessa legge della variabilità che da sempre guida il funzionamento della moda. E dalla moda prende anche un ideale di perfezione estetica. Le merci "zero defects" sono in realtà un mito intramontabile della produzione in serie. Un mito però difficilmente realizzabile. Ecco allora che, come per la moda, anche per le merci normali, la perfezione viene ricercata sul piano dell'estetica. Il prodotto, indipendentemente dai suoi difetti, si fa packaging luccicante sugli scaffali di vendita. Seguendo lo stesso modello, anche il corpo diventa un packaging privo di difetti...[..] Ma più si avvicina alla perfezione, più il corpo tende ad allontanarsi dallo stato di natura. Il suo aspetto perde di credibilità e non può che denunciare la sua artificialità, perchè la natura è necessariamente caratterizzata da una condizione di imperfezione.

(Vanni Codeluppi, Il discorso della salute. Testi, pratiche, culture. XXXII Congresso dell'Associaizone italiana di studi semiotici, 29 ottobre)

 

posted by: gabriella at 17:53 | link | comments |

Tuesday, November 02, 2004

In ricordo di Valeria e degli amici risorti a vita nuova

Se mi ami non piangere più. Se conosci il mistero immenso del cielo, dove ora vivo, se potessi vedere o sentire quello che io sento e vedo in questi orizzonti senza fine e questa luce che tutto investe e penetra, non piangeresti, se mi ami! Sono ormai assorbita dall'incontro con Dio, dalle sue espressioni di sconfinata bellezza. Le cose di un tempo sono così piccole e meschine al confronto. Mi è rimasto l'affetto per te, per tuti, una tenerezza che non ho mai conosciuto! Ci siamo amati e conosciuti nel tempo, ma tutto era allora così fugace e limitato. Io vivo nella serena e gioiosa attesa del tuo arrivo fra noi; tu pensami così nelle tue battaglie: pensa a questa meravigliosa casa., dove non esiste la morte e dove ci disseteremo insieme, nel trasporto più puro e intenso, alla fonte inesauribile della gioia e dell'Amore. Non piangere più se veramente mi ami!

(S. Agostino)

posted by: gabriella at 11:41 | link | comments |