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Le Costituzioni sono fatte di materia
Questo è il momento in cui la vita politica ha bisogno di un aiuto, di un supplemento di responsabilità che non può che essere dato dalla società non direttamente implicata politicamente. Il referendum, sempre, è questo. In particolare lo è il referendum costituzionale. Occorre che i cittadini che ne hanno la possibilità, come singoli e come organizzazioni sociali, le associazioni culturali d'ogni tipo, i mezzi di comunicazione, nei mesi che ci separano dal voto, avvertano che questo è il momento del loro impegno. Occorre trovare parole nuove, discorsi diversi da quelli uditi mille volte e sempre meno ascoltati; occorre far comprendere che la posta in gioco non è il successo o la sconfitta di questa o quella parte politica ma il modo d'essere del nostro vivere insieme. L'obiettivo prioritario non è ottenere la bocciatura o l'assoluzione di questa riforma della Costituzione. E' la ricostruzione di un tessuto costituzionale, cioè della materia stessa di cui la Costituzione è fatta.
(Gustavo Zagrebelsky, la Repubblica, 29 marzo 2005)
La mia visione dell'impresa performante del XXI secolo
Creatrice di valore, aperta alla diversità culturale e trasversale nelle sue impostazioni: è questa la mia visione dell'impresa performante del XXI secolo.[...] In questo mondo aperto, sono convinto che la diversità delle culture costituisca una dimensione essenziale per l'impresa. Investite nella diversità ed avrete una resa cento volte superiore. Per un'impresa che opera sui mercati mondiali, èindispensabile tener conto delle esigenze e dei valori di culture molto diverse. E' una questione di comprensione, di efficacia, di velocità e, in fin dei conti, di performance. Nell'azienda sono anche le barriere funzionali a poter essere abolite da una maggiore traversalità. Essa invita a guardare oltre il proprio perimetro operativo e presuppone che ci si liberi dai preconcetti, per mettere a confronto i diversi approcci e moltiplicare i punti di vista. Più di un semplice concetto, si tratta di un atteggiamento che esige capacità di ascolto, curiosità e immaginazione.
(Carlos Ghosn, Presidente e Ceo di Nissan, in una lettera al personale. Il Sole 24 Ore, 25 marzo 2005)
Desiderio...di tutto
Cara Kitty, c'è un bel sole, il cielo è sereno, spira un vento delizioso, e io ho desiderio...di tutto. Desiderio di chiacchiere, di libertà, di amici, di esser sola. Credo di sentire in me il risveglio della primavera, lo sento in tutto il mio corpo e nella mia anima.
(Anna Frank, Diario, 12 febbraio 1944)
Parola
Ogni parola è un seme, e il cuore dell'uomo il luogo in cui si deve posare.
(Susanna Tamaro, Ogni parola è un seme, ed. Rizzoli, 2005)
I ceti popolari in Italia
Il ceto popolare vive in mezzo ad un mondo che cambia rapidamente cercando pragmaticamente di impiegare tutti gli spazi e le opportunità possibili per creare qualche equilibrio che consenta di barcamenarsi in un contesto oscuro e, per certi aspetti, ostile. Guardare il mondo dal basso, in un'epoca di rapidi cambiamenti e di grande complessità, non può che generare ansia: per questo i ceti popolari appaiono tendenzialmente prudenti. Per quanto positivo, il cambiamento presenta aspetti inquietanti, dai quali si cerca di difendersi. Manca quasi completamente la possibilità/capacità di trovare un qualche legame significativo tra la quotidianità di ciascuno e le sfere nelle quali poi la vita accade, primi fra tutti il mercato e poi soprattutto la politica, che appaiono così lontane da risultare completamente fuori dalla propria portata. Il risultato è una generale condizione di incertezza e instabilità. Venute meno le speranze di cambiare il mondo e le relative utopie, non resta che accettare la propria condizione, cercando di trovarvi equilibri più o meno sensati, che possono appoggiare ora più sulla famiglia, ora sui consumi, ora sulla religione, ora sul lavoro o su un qualche mix di questi elementi.
(I ceti popolari, ricerca della Fondazione Giulio Pastore, febbraio 2005. www.pastore.it)
Un "calcio"....ai soldi
Michel Platini ha annunciato la sua candidatura alla presidenza dell'Uefa, il governo europeo del calcio da rinnovare nel 2006. "Lo scopo dell'Uefa e della Fifa deve essere quello di sviluppare il calcio, far giocare i bambini, non di arrivare tutti gli anni a una finale di Champions League Juventus-Milan." [...] I grandi club vogliono giocare soltanto fra loro per guadagnare ancora più soldi. Vorrei impedire che il gioco più bello del mondo diventasse solo una questione di affari. Non lo faccio perchè ho bisogno di notorietà e non lo faccio per soldi perchè se fossi eletto guadagnerei meno di oggi".
(Michel Platini, La Repubblica, 16 marzo 2005)
Il giornalismo
Il giornalismo non è mai stato una professione sentimentale. Un bravo giornalista, per qualsiasi mezzo di informazione lavori, deve essere scettico, mai cinico. Il panorama attuale, generato dalla manipolazione politica e tecnologica, gronda cinismo. Quando il governo di una nazione democratica falsifica le notizie e scredita il giornalismo usandolo come strumento di pubbliche relazioni, il pubblico può solo trarre la conclusione che nessuno sia più interessato alla verità o, peggio, che non esista una cosa chiamata verità e che tutto sia manipolazione e opinione. E' la tradizionale posizione dei tiranni, per i quali l'unica cosa che conta è la propaganda.
(Ian buruma, The Financial Times 2005, Corriere della Sera 14 marzo 2005)
Stare zitti
Il silenzio è la dimora dell'autenticità contro le chiacchere della vanità.
(Patrizia Gucci, Il piccolo libro della semplicità, ed. Mondadori)
...ma dammi indietro la mia seicento
Nel marzo 1955 viene presentata, al Salone dell'auto di Ginevra, una vettura totalmente innovativa: motore posteriore, sospensioni a quattro ruote indipendenti, carrozzeria con struttura autoportante. Il progetto, avviato nel 1952, era stato sviluppato dall'ingegner Dante Giacosa nell'intento di permettere a Fiat di offrire un'utilitaria a quattro posti veri. L'eccellenza tecnologica della Fiat portò a una "600" capace nel 1955 di segnare la svolta nelle fortune della casa torinese e nel processo di motorizzazione nazionale. Con un immediato successo commerciale, tale da generare una lista di attesa mediamente di sei mesi per una berlina il cui prezzo era alla presentazione di 590mila lire, che diventavano 635mila per la versione con tetto apribile. L'utilitaria, rivoluzionaria per quei tempi, restò in produzione per ben quindici anni, con una tiratura complessiva di oltre due milioni e mezzo di esemplari.
(Il Sole 24 Ore, 8 marzo 2005)
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato
E un adolescente disse: parlaci dell'Amicizia. E lui rispose dicendo: il vostro amico è il vostro bisogno saziato. E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. E' la vostra mensa e il vostro focolare. Poichè, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace. Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall'amico non rattristatevi: la sua assenza può chiarirvi ciò che in lui amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura. E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito. Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. E il meglio di voi sia per l'amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poichè lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
(Kahlil Gibran, Sull'amicizia)
L'amore aiuta a vivere, a durare
Il pensiero della morte m'accompagna tra i due muri di questa via che sale e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo di primavera irrita i colori, stranisce l'erba, il glicine, fa aspra la selce; sotto cappe ed impermeabili punge le mani secche, mette un brivido. Tempo che soffre e fa soffrire, tempo che in un turbine chiaro porta fiori misti a crudeli apparizioni, e ognuna mentre ti chiedi che cos'è sparisce rapida nella polvere e nel vento. Il cammino è nei luoghi noti se non che fatti irreali prefigurano l'esilio e la morte. Tu che sei, io che sono divenuto m'aggiro in così ventoso spazio, uomo dietro una traccia fine e debole. E' incredibile ch'io ti cerchi in questo o in altro luogo della terra dove è molto se possiamo riconoscerci. Ma è ancora un'età, la mia, che s'aspetta dagli altri quello che è in noi oppure non esiste. L'amore aiuta a vivere, a durare, l'amore annulla e dà principio. E quando chi soffre o langue spera, se anche spera, che un soccorso s'annunci da lontano, è in lui, un soffio basta a suscitarlo. Questo ho imparato e dimenticato mille volte, ora da te mi torna fatto chiaro, ora prende vivezza e verità. La mia pena è durare oltre quest'attimo.
(Mario Luzi, Aprile-Amore, La Repubblica, 1 marzo 2005)