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Il senso dell'incanto
Salvaguardare la possibilità di un incanto verso il mondo e la vita è una sorta di resistenza al male, di rifiuto contro la rassegnazione e la svendita della propria libertà. [...] Ritrovare il senso dell'incanto, della stupefazione e dell'ammirazione esige un po' di modestia, molta pazienza d'osservazione, di attenzione e di ascolto. La realtà è sempre molto più intensa, profonda, sorprendente di quanto appaia. Perchè non lasciare una chance all'imprevisto, all'insospettato e all'insperato rispetto e contro tutto? Ciò mi ricorda un magnifico aforisma di Eraclito: "Se non lo si aspetta, non si troverà l'inaspettato".
(Sylvie Germain, Avvenire, 25 giugno 2005)
Sole malato
Si chiama sole malato il sole estivo, velato quasi impercettibilmente di caligine: i raggi, passando tra l'atmosfera umida, provocano fastidio, caldo soffocante e riscaldamento inospportabile. Si dice che il sole buca, punge. Il sole malato in poco tempo "va sotto le coperte" (nuvole) e porta la pioggia.
(Carlo Lapucci, Cielo a pecorelle. I segni del tempo nella meteorologia popolare, ed. A. Vallardi, 1992)
Un'Italia davvero alla rovescia
Un'Italia davvero alla rovescia. Forse sì [...] Non chiediamo regole, siamo abituati a costruire "relazioni", a cercare scorciatoie, a "pretendere" lavoro. Siamo depressi perchè i problemi non li affrontiamo, li scansiamo, evitiamo il conflitto, disdegniamo il confronto con la realtà. Ne abbiamo fatto quasi un abito culturale, un metodo per comunicare tra di noi e con gli altri [...] L'opificio è dépassé, la fatica è dépassé. In compenso si confonde la creatività con il capriccio, il talento con l'improvvisazione, il successo con il furto, i diritti con le pretese. Non abbiamo doveri. Schiviamo tutte le responsabilità, di ogni ordine e grado, come studenti, lavoratori, padri e madri. Coltiviamo l'elogio della pigrizia e indulgiamo senza neppure accorgercene al parassitismo.
(Roberto Napoletano, Fardelli d'Italia, Sperling & Kupfer editori, 2005. Il Sole 24 Ore, 24 giugno 2005)
Vanità
Lo zero, non volendo andar in giro nudo, s'è vestito di vanità.
(Victor Hugo, I miserabili, Mattutino di Gianfranco Ravasi, Avvenire, 17 giugno 2005)
Carlo Maria Giulini, il raccoglimento dell'ascolto
La pagina basta da sè a rivelarsi: l'interprete non è che l'umile lettore, la sua intelligenza, la sua sensibilità uno strumento per capire, non per sovrastare la pagina interpretata. [...] In un'epoca che ama lo strillo, l'assordarsi, la protervia dell'imposizione forzata, il chiasso della mediocrità, lo sfarzo della volgarità trionfante, Giulini ci addita il silenzio della meditazione, il raccoglimento dell'ascolto, l'umiltà della lettura, la disponibilità amorosa della grazia. All'imposizione contrappone il suggerimento. Alla volgarità l'eleganza. Alla dispersione della chiacchera l'essenzialità della parola che non gira vuota, che in musica è la semplicità della frase che scorre con la naturalezza di una legge matematica.
(la Repubblica, 16 giugno 2005)
Il disturbatore etico
Il 15 novembre si terrà l'assemblea degli azionisti di Cisco Systems, gigante americano dei sistemi internet. A un certo punto prenderà la parola Patricia Wolf, una paffuta suora sessantenne. Chiederà ai vertici di rendere pubblici i superstipendi dei top manager negli ultimi dieci anni, confrontati con quelli di tecnici e impiegati, per proporre poi una maggiore equità retributiva. Suor Patricia ha tutto il diritto di farlo, perchè è azionista di Cisco e amministra un patrimonio di circa 100 miliardi di dollari. Dirige infatti l'Interfaith Center on Corporate Responsability (Iccr), una coalizione di 275 investitori cristiani ed ebrei che usa le azioni per promuovere l'etica nelle imprese. Negli Usa la pratica risale al 1971 e ora arriva in Italia. Etica Sgr, la soceità di gestione fondi di Banca etica, ha appena aderito a Iccr.
(Diario della Settimana, 10 giugno 2005)
Si può vivere per il potere o si può vivere per l'amore
La ricca, supertecnologica, superlibertaria società occidentale è arrivata al capolinea. E' una società fatta di esseri disperati che vagano in un deserto popolato di di oggetti e hanno in mente un solo concetto: il diritto alla felicità. Dove felicità significa, soprattutto, pieno assolvimento dei desideri, dei sogni, delle istanze di quella cosa piccola spesso confusa che si chiama ego. [...] Una delle cose che mi ha colpito in questa campagna referendaria, è stato l'accanimento circa il diritto della donna ad avere un figlio. Si tratta senza dubbio di un desiderio naturale e per nessuna ragione condannabile. Ma quando questo desiderio diventa un'ossessiva volontà di potenza, disposta a tutto pur di compiersi, allora si trasforma in qualcosa che è la negazione dela vita stessa. Ed è anche il compimento naturale di una società che, con martellamento ossessivo, propone, come unica realtà accettabile e fondante, quella del possesso. Possiedo, dunque sono. Anche i figli entrano in questa logica. Si pensa che avere un figlio, magari anche solo per metà proprio, sia un diritto insindacabile. [...] In qualsiasi rapporto, in qualsiasi attività che noi intraprendiamo, abbiamo, alla fine, sempre e soltanto due strade davanti a noi. Si può vivere per il possesso o si può vivere per la comunione. Si può vivere per il potere o si può vivere per l'amore. Si può vivere con il nostro orizzonte ristretto, convinti che sia l'assoluto o si può accettare con umiltà di avere una visione limitata, e che, in questa visione, la vita appaia ora, come apparirà sempre, uno straordinario mistero che, proprio in qunato tale, richiede l'assoluto rispetto. E' questo il bivio davanti a cui si trova il nostro mondo. Continuare nella follia faustiana del tutto è possibile e lecito, o fernarsi e invertire la rotta.
(Susanna Tamaro, Corriere della Sera, 10 giugno 2005)
Potere, ricchezza, prestigio
Non considerare il potere, la ricchezza, il prestigio come i valori superiori della nostra vita perchè in fondo essi non rispondono alle attese del nostro cuore.
(Papa Benedetto XVI, Udienza Generale, 1 giugno 2005)
La democrazia: risparmiare il popolo
La democrazia non può essere insediata dall'alto, nemmeno attraverso la più intelligente delle costituzioni. Come ogni cosa naturale, cresce solo dal basso. E' idiota lo slancio di chi vuole imporla ovunque nel mondo, magari bombardando la Bosnia, la Jugoslavia, o l'Afghanistan, o l'Iraq. La democrazia che si porta con i fucili non vale niente. [...] In Russia le cose non vanno bene. Enorme distacco tra opinione pubblica e potere, malessere economico, malcostume della classe dirigente. Con l'enorme velocità dei finanziamenti, oggi basta una dissonanza tra popolo e autorità, per scatenare la rivolta. Il problema è che qui non può essere tolto nulla: al popolo è già stato levato tutto. Lo ripeto: non abbiamo avuto e non abbiamo nulla di simile alla democrazia. [...] Ho proposto più volte l'idea suggerita 250 anni fa da un cortigiano alla regina Elisaveta Romanov: risparmiare il popolo. Il problema resta quello: verificare ogni legge e ogni azione in questa prospettiva. Se la soluzione risparmia il popolo bene, altrimenti si cestina. Forse non basterà per sempre, ma per i prossimi 50 anni sì.
(Aleksandr Solgenitsyn, la Repubblica, 7 giugno 2005)
L'amore può fare tutto
L'amore può fare tutto: le cose più impossibili non rappresentano per esso nessuna difficoltà.
(S. Teresa di Lisieux)