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Tuesday, January 31, 2006

I nuovi ricchi

Da 15 anni le nuove ricchezze vengono soprattutto create con il lavoro ai vertici del sistema economico, più ancora che con la gestione della propria impresa. Chi era il braccio destro, l'uomo di fiducia, l'"occhio del padrone", è diventato, in termini di reddito, il padrone. Nel '70 lo stipendo medio di un amministratore delegato delle 500 società dello S&P era 30 volte quello di un operaio, nel 2002 era 360 volte e oggi ancora più su. Classifiche e cronache, giudiziarie e non, con i salari e i benefit dei top manager hanno indicato la forza dei vari Terry Semel di Yahoo, 230 milioni di stock option nel 2004, Stanley O'Neal di Merrill Lynch, più di 80 milioni di dollari in tre anni, o Michael Eisner già della Walt Disney Corporation, 800 milioni in 13 anni durante i quali i suoi azionisti avrebbero guadagnato di più investendo in titoli del Tesoro americano. Uno studio 2005 della Harvard University (autori Lucian Bebchuk e Robert Jackson) valutava in 15 milioni di dollari il valore medio del pacchetto pensione di un campione di top manager. William J.McDonough, lo stimato ex presidente della Federal Reserve di New York, denunciava il fatto come "grottescamente immorale" un anno fa: ma adesso fa il consulente di Merrill Lynch.

(Mario Margiocco, Il Sole 24 Ore, 31 gennaio 2006)

posted by: gabriella at 14:34 | link | comments |

Monday, January 30, 2006

Giorni della "merla"

Sono detti "giorni della merla" il 29, 30, 31 gennaio nei quali si determinerebbe un particolare rigore del freddo. La leggenda è riferita anche da Dante (Purgatorio, XIII). La merla, tormentata dal freddo di gennaio, che aveva allora solo ventotto giorni, credette d'essere uscita dall'inverno alla fine del mese e disse: "Più non ti curo, Domine, che uscita son del verno!". Ma gennaio, fattosi prestare da febbraio (che allora ne aveva trentuno) tre giorni, scatenò in questi un freddo con bufere terribili, come ancor oggi continua a fare perché la merla subisca il meritato castigo.

(Carlo Lapucci, Cielo a pecorelle. I segni del tempo nella meteorologia popolare, A. Vallardi, 1992)

posted by: gabriella at 15:54 | link | comments |

Friday, January 27, 2006

Il male

Il male non può essere costruttivo: anche se estremizzato non porta con necessità dialettica alla positività mediante un capovolgimento. Esso è di per sé devastante e rovinoso: la sua potenza è grande, ma solo distruttiva. Non è la molla del progresso, ma il cammino della perdizione [...] La potenza del male è grande, ma la potenza del dolore è maggiore. Solo il dolore è più forte del male: l'unica speranza di debellare il male è affidata al dolore, la sola energia capace di fronteggiare ogni tendenza distruttiva e di vincere gli effetti letali del male.

(Luigi Pareyson, Ontologia della libertà. Il male e la sofferenza, Einaudi, 1995)

posted by: gabriella at 09:34 | link | comments |

Thursday, January 26, 2006

La società più giusta possibile

La Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare la società più giusta possibile. Non può e non deve mettersi al posto dello Stato. Ma non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia. Deve inseririsi in essa per la via dell'argomentazione razionale e deve risvegliare le forze spirituali, senza le quali la giustizia, che sempre richiede anche rinunce, non può affermarsi e prosperare. La società giusta non può essere opera della Chiesa, ma deve essere realizzata dalla politica. Tuttavia l'adoperarsi per la giustizia lavorando per l'apertura dell'intelligenza e della volontà alle esigenze del bene la interessa profondamente. L'amore, caritas, sarà sempre necessario, anche nella società più giusta. Non c'è nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio dell'amore. Chi vuole sbarazzarsi dell'amore si dispone a sbarazzarsi dell'uomo in quanto uomo. Ci sarà sempre sofferenza che necessita di consolazione e di aiuto. Sempre ci sarà solitudine. Sempre ci saranno anche situazioni di necessità materiali nelle quali è indispensabile un aiuto nella linea di un concreto amore per il prossimo.

(Lettera Enciclica Deus Caritas Est ,del Sommo Pontefice Benedetto XVI ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate e a tutti i fedeli laici, sull'amore cristiano, 25 dicembre 2005, anno primo di Pontificato) 

posted by: gabriella at 15:07 | link | comments |

Wednesday, January 25, 2006

Fare la carità

Nel tempio ebraico c'era una " camera del silenzio", ci si poteva entrare solo uno alla volta. Il ricco lasciava l'elemosina, il povero poi la prendeva e nessuno poteva vedere: il ricco non si esibiva, il povero non si umiliava.

(Gina Lagorio, Càpita, Garzanti ed., 2005)

posted by: gabriella at 16:34 | link | comments |

Tuesday, January 24, 2006

Una bellezza e una verità più alte

Niente immiserisce la nostra anima quanto un mondo fondato sul solo criterio della funzionalità: una funzionalità triste, egoistica, dominata dall'ansia del possibile, del probabile, esposta al calcolo degli infiniti se che piovono quotidianamente sul nostro capo. La desolazione dello sguardo diviene fatalmente desolazione dello spirito. Noi viviamo di natura perchè siamo natura; e aspiriamo alla bellezza e all'armonia, perchè armonia e bellezza sono immagine del divino: una foglia di limone, le vibrazioni argentee di un pioppo, l'oscurità profonda della notte, le venature rugginose di una beola quando piove confortano il nostro spirito, comunicano il senso di una bellezza e di una vita più alte.

(Giancarlo Pontiggia, Avvenire, 5 gennaio 2006)

posted by: gabriella at 14:45 | link | comments |

Monday, January 23, 2006

Le foreste coprono 4 miliardi di ettari

Credo che non vedrò mai una poesia bella come un albero (...) Le poesie sono fatti da sciocchi come me, ma soltanto Dio può fare un albero (Joyce Kilmer, 1886-1918)

Dall'inizio dell'Olocene (circa 10mila anni fa, epoca in cui inizia l'agricoltura), a oggi, circa l'80 per cento delle foreste che coprivano il pianeta è stato cancellato. Il protocollo di Kioto sul clima ha però finalmente impegnato i governi a evitarne la distruzione, riconoscendo alle foreste un valore economico perchè sono immensi bacini di carbonio [...] L'ultimo rapporto sullo stato delle foreste della Fao segnala una perdita netta di manto forestale nel periodo 2000-2005 di 7,3 milioni di ettari l'anno. E' un'area paragonabile a quella di Olanda e Belgio insieme.

(Christian Ziegler, Geo, febbraio 2006)

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Friday, January 20, 2006

Bisogna imparare le "allungatoie"

Siamo tutti un'umanità claudicante. Anche se ognuno pensa che ci sia sempre qualcuno che zoppica più di lui. Quel che conta è claudicare insieme, capire come stare insieme superando pregiudizi e conflittualità. Quel che dobbiamo fare è muovere un passo e fare una verifica. Se sarà necessario cambiare direzione, lo si farà. Bisogna imparare le "allungatoie" e ignorare le scorciatoie. La strada migliore è sempre quella più lunga e periferica.

 (Haim Baharier, maestro di ermeneutica biblica, Corriere della Sera, 20 gennaio 2006)

posted by: gabriella at 10:27 | link | comments |

Wednesday, January 18, 2006

I 20 libri più venduti del 2005

  Autore Titolo Editore
1 Brown Il codice da Vinci Mondadori
2 Brown Angeli e demoni Mondadori
3 Brown La verità del ghiaccio Mondadori
4 Camilleri La luna di carta Sellerio
5 Coelho Lo zahir Bompiani
6 Brown Angeli e demoni Mondadori
7 Garcìa Màrquez Memoria delle mie puttane tristi Mondadori
8 Grisham Il broker Mondadori
9 Brown Il codice da Vinci Mondadori
10 Moccia Tre metri sopra il cielo Feltrinelli
11 Ruiz Zafon L'ombra del vento Mondadori
12 Giovanni Paolo II Memoria e identità Rizzoli
13 Hornby Non buttiamoci giù Guanda
14 Piperno Con le peggiori intenzioni Mondadori
15 Augias I segreti di Roma Mondadori
16 Benni Margherita Dolcevita Feltrinelli
17 Camilleri Privo di titolo Sellerio
18 Baricco Questa storia Fandango
19 Camilleri Il medaglione Mondadori
20 Terzani Un altro giro di giostra Longanesi

(fonte ttl la Stampa, 14 gennaio 2006)

posted by: gabriella at 10:41 | link | comments |

Tuesday, January 17, 2006

La civiltà non è sostenuta solo da chi lavora al computer

George Orwell affermava che le comodità della civiltà, la luce e il riscaldamento che noi diamo per scontati, dipendono dagli uomini che faticano nelle viscere della terra per estrarre il carbone [...] Certo, in occidente le tecniche estrattive oggi sono migliori che in passato. Ma non è così in paesi di recente industralizzazione ancora molto dipendenti dal carbone, come la Cina, dove solo nell'ultimo anno sono morti tremila minatori in incidenti sul lavoro. Nelle valli isolate del West Virginia, una comunità ha sperato e pregato. Per qualche ora, il 4 gennaio le notizie sembravano buone, e in Gran Bretagna gli acoltatori di notiziari e tg del mattino hanno sentito le urla di sollievo con cui era stata accolta la voce che dodici uomini erano sopravvissuti alla tremenda esplosione di due giorni prima. Voce crudelmente falsa, purtroppo [...] La civiltà non è sostenuta solo da chi lavora al computer.

(The Guardian, Internazionale, 13-19 gennaio 2006)

posted by: gabriella at 14:25 | link | comments |

Monday, January 16, 2006

La pittura più bella

Mi viene in mente un sogno che facevo da ragazzo. Immaginavo che sarei diventato un grandissimo artista se fossi riuscito con il solo gesto di un enorme pennello a lasciare apparire l'immagine più bella che potessi rappresentare. Allora, se devo dire qual'è la pittura che mi attrae di più, risponderei che è quella che contiene in nuce quest'unico gesto.

(Tullio Pericoli, la Repubblica, 8 settembre 2005)

posted by: gabriella at 13:01 | link | comments |

Friday, January 13, 2006

La gratificazione istantanea

Siamo stati addestrati a smettere di preoccuparci di cose che apparentemente continuano a rimanere ostinatamente al di là del nostro potere (e dunque anche di quelle cose che si estendono oltre l'arco della nostra vita) e a concentrare invece la nostra attenzione ed energia sui compiti alla nostra (individuale) portata, competenza e capacità di consumo. Siamo reclute diligenti e intelligenti; e percciò chiediamo che le cose e le tematiche, prima di cercare di ottenere, e avere garantito, il nostro interesse, ci spieghino perché meritano la nostra attenzione. E possono farlo offrendoci una prova convincete della loro utilità e della loro capacità di consegnare rapidamente ciò che promettono. Non essendo più considerata sensata la scelta del rinvio della gratificazione, la consegna e l'utilizzo delle merci, così come la gratificazione che esse promettono, devono essere istantanei. Le cose devono essere pronte per essere consumate sul posto, i compiti devono produrre risultati prima che l'attenzione si rivolga da un'altra parte e si concentri su altre imprese, le tematiche devono portare frutti prima che l'entusiasmo si esaurisca. Immortalità? Eternità? Bene: dov'è il parco a tema dove posso sperimentarle subito?

(Zygmunt Bauman, Intervista sull'identità a cura di Benedetto Vecchi, Editori Laterza, 2003)

 

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Thursday, January 12, 2006

Sex and.....the kitchen

Ho sempre pensato che la cucina e il sesso avessero molti punti in comune. Si ha fame dell'altro, lo si divora con gli occhi e alla fine si va in pentola.

(Paul Bocuse, chef,  tra i creatori della nouvelle cuisine, Corriere della Sera, 5 dicembre 2005)

posted by: gabriella at 10:09 | link | comments |

Tuesday, January 10, 2006

Nato per vedere, eletto per guardare

Attraverso lo sguardo la nostra coscienza si accresce di meraviglia per la creazione e per la nostra creaturalità. Dal momento che l'evoluzione degli uomini va di pari passo con l'ampliarsi della coscienza, al perfezionamento del vedere nel guardare spetta il significato più alto. Si possono distinguere differenti gradi del vedere, fino al suo sviluppo nel guardare. All'inizio vi è la mera percezione di un oggetto, senza che questo susciti il nostro benché minimo interesse. Il secondo grado consiste nel fatto che l'oggetto richiama su di sé la nostra attenzione. Al terzo livello l'oggetto viene analizzato più attentamente e indagato. In questa fase incominciano il pensiero e l'analisi scientifica. E'  a questo stadio che di solito il vedere si ferma nella quotidianità. Si raggiunge il grado più alto del vedere, ossia il grado più alto della relazione con un'oggetto e più in generale con il mondo esterno, se viene superato in modo cosciente il confine tra soggetto e oggetto, tra osservante e osservato, tra me e il mondo esterno. A questo livello l'Io è divenuto tutt'uno con il mondo e con il suo fondo spirituale. Questa è la condizione dell'amore.

(Albert Hofmann, chimico, scopritore dell'Lsd, la Repubblica, 10 gennaio 2006)

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Monday, January 09, 2006

La professione

Mi ricordo sempre di un ufficiale di dogana a Quito: ogni volta che dovevo mendicare un visto mi chiedeva la professione. Quando gli rispondevo "scrittore" ripeteva:  "le ho chiesto la professione".

(Luis Sepùlveda, ttl La Stampa, 31 dicembre 2005) 

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Thursday, January 05, 2006

Diventare grandi è non lamentarsi

Quando il capo disse che mi sarei occupato anche della sezione creativa, lo ringraziai [...] Ricordai le sue parole: "E' la tua occasione: adesso o mai più". Mentre passavo Corso Matteotti ebbi paura di non farcela, di non reggere; nei mesi successivi tutte le magagne dell'ufficio sarebbero atterrate sulle mie spalle. Ebbi un calo degli zuccheri. In viale Montenero persi il tram. Fu una signora con dei sacchetti a chiedermi come stavo, mentre mi appoggiavo al corrimano. Era sorridente, sicura di sè e sembrava che intuissse quello che mi inquietava. Mi diede un biscotto. Lo mangiai. Capii che viveva in strada e provai tenerezza per la sua forza. E le dissi: "Le responsabilità uccidono". Per mostrarsi d'accordo sorrise ancora e aggiunse: "Non si preoccupi. Lei è in gamba. Diventare grandi è non lamentarsi".

(Giovanna Giolla, la Repubblica, 5 gennaio 2006)

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Wednesday, January 04, 2006

La ciurma della società

Chi vive negli agi non seguirà mai Colombo verso le Americhe: le grandi scoperte le fa la ciurma della società, gli emarginati, quelli che cercano giustizia.

(Alda Merini, Avvenire, 4 gennaio 2006)

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Tuesday, January 03, 2006

Le formiche costruiscono un grattacielo

Paragono spesso gli uomini a formiche per mostrarne l'insignificanza. Quando si costruisce una torre del genere, c'è sempre un po' d'arroganza e d'assurdità, le braccia dei grattacieli tese agli dei mostrano insieme la maestà e la piccolezza delle nostre opere.

(Philippe Petit, funambolo tra le Twin Towers nel 1974. Avvenire, 11 settembre 2005)

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Monday, January 02, 2006

E io, cosa butto del mio anno vecchio?

Ricordo "Il Boldoni". Era lui che immancabilmente alla mezzanotte del 31 dicembre apriva la finestra e ammazzava l'anno vecchio con tre colpi di pistola sparati in alto, nel buio della notte [...] E ricordo anche che, nei miei ragionamenti infantili, ogni volta mi domandavo come avrebbe fatto a morire l'anno vecchio se "Il Boldoni" non avesse sparato le sue rivoltellate [...] Il senso remoto di questo rituale è semplice e chiaro: si celebra la nascita del tempo nuovo con l'ammazzamento del tempo già consumato [...] Nei miei capodanni passati non ci sono mai stati, da parte mia, lanci liberarori o scaramantici. Tuttavia, per una sorta di malumore che da un po' di tempo mi sta montando dentro, nell'avvicinarsi alla scadenza dell'anno avverto qualcosa che somiglia molto alla rabbia e che mi chiede sempre più insistentemente un atto di ribellione risolutivo. Ho deciso: quest'anno allo scoccare della mezzanotte, nel momento degli intimi pensieri, quando fra i ricordi legati alla circostanza riapparirà puntualmente "Il Boldoni" con le sue pistolettate, non mi lascerò andare a patetici sentimentalismi, ma darò finalmente sfogo ai miei istinti vendicativi, da troppo tempo repressi. Toglierò di mano la rivoltella al "Boldoni" e la impugnerò non più per ammazzare l'incolpevole anno vecchio ma per cacciare via dall'anno nuovo tutti coloro che non ne sono degni.

(Ermanno Olmi, Il Sole 24 Ore, 31 dicembre 2005)

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Sunday, January 01, 2006

Augurio semplice

Di silenzio in silenzio la tua anima cresca come una linea tra la neve e il sole, come una cosa salda in un paese d'ombre ed abbia la tua voce odore d'erba dopo la pioggia, e ciò che dalla vita hai ricevuto, profondità sofferta o estasi goduta, ti sia nella memoria come una primavera ripetuta.

(Giuseppe Centore, Ladro d'eternità, Panda, 1986)

posted by: gabriella at 10:52 | link | comments |