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Thursday, February 23, 2006

Una vita normale

Un compagno di università mi ha scritto un sms: ti ho visto in tv e mi sei venuto in mente, puoi portarmi gli appunti di economia?

(Enrico Fabris, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Torino 2006, la Repubblica, 23 febbraio 2006)

posted by: gabriella at 10:17 | link | comments |

Wednesday, February 22, 2006

Leggere

Chi s'immerge in un libro scende lentamente verso il fondale di un ambiente più denso e meno illuminato della realtà esterna. Chiude il boccaporto, si mette comodo, in silenzio. Il mondo reale è piacevole, altre volte ostile. Nella camera sommersa del libro si è in salvo da tutto, almeno per un po'. Il mondo reale, le esperienze concrete, possono essere felici o sfortunate, stimolanti o noiose, ma in ogni caso ci costringono a limiti spaziali e temporali, a un  numero sempre scarso di personaggi, alla possibilità di annoiarci. Il libro moltiplica le dimensioni del mondo e la varietà dei paesaggi e delle vite; ci salva dal'immediatezza letterale delle cose, dal loro fatale ancoraggio al qui e all'ora, all'io conosciuto. Ma il libro non intorpidisce la curiosità nei confronti dello spettacolo illimitato e piacevole di quanto ci circonda: se ben letto, è una lente d'ingrandimento, un microscopio, un telescopio, una macchina del tempo. Ma non si legge per imparare, né per sapere di più o per evadere dalla realtà. Si legge perchè la lettura è un vizio compatibile con la scarsezza di mezzi, con la mancanza dell'audacia richiesta da altri vizi e con l'assoluta pigrizia.

(Antonio Munoz Molina, Pais semanal, Internazionale, 17 febbraio 2006)

posted by: gabriella at 16:32 | link | comments |

Tuesday, February 21, 2006

Questa è la mia preghiera

ricordando Luca Coscioni

Dammi il supremo conforto dell'amore, questa è la mia preghiera. Il conforto che mi permetterà di parlare, agire, soffrire secondo la tua volontà, e di abbandonare ogni cosa per non essere lasciato a me stesso. Fortificami nei pericoli, onorami con la tua sofferenza, aiutami a percorrere i cammini difficili del sacrificio quotidiano. Dammi la suprema confidenza dell'amore, questa è la mia preghiera. La confidenza nella vita che sfida la morte, che cambia la debolezza in forza, la sconfitta in vittoria. Innalzami, perchè la mia dignità, accettando l'offesa, disdegni di renderla.

(Rabindranath Tagore, 1861-1941) 

posted by: gabriella at 10:42 | link | comments |

Monday, February 20, 2006

Ogni ingiustizia fatta a un essere umano

Vi prego di sentire sulla vostra pelle come una ferita ogni ingiustizia fatta a un essere umano.

(Ernesto Che Guevara, 1928-1967, in una lettera ai suoi figli, Che tempo che fa, Rai Tre, 18 febbraio 2006)

 

posted by: gabriella at 14:20 | link | comments |

Thursday, February 16, 2006

Repubblica democratica

Se si intende 'repubblica' secondo il significato classico di res publica, come designazione non di un modo o forma di governo ma come designazione della 'cosa' oggetto del governo, una 'cosa di tutti', 'di tutto il popolo', e quindi di nessuno in particolare; e se si intende a sua volta 'democrazia' come modo di governo di quella 'cosa di tutti', l'espressione "repubblica democratica" assume un valore pieno e l'aggettivo non risulta superfluo, rispetto al sostantivo. La repubblica è il genus, la democrazia la species. Ma la species può rivoltarsi contro il genus. La democrazia, infatti, può diventare il regime della fazioni; una parte, sia pure la maggioranza, può pretendere di valere come totalità e così impadronisri della cosa comune, di farsene cosa propria. Le leggi che obbediscono a interessi solo di parte sono manifestazione di questa corruzione; le leggi personali, ne sono la manifetazione estrema. La giustizia costituzionale protegge la repubblica e per questo limita la democrazia, perchè vale a preservarne il carattere di specificazione della repubblica. La sua funzione è precisamente di evitare che qualcuno, una parte soltanto, s'impadronisca della "cosa di tutti", estromettendo l'altra pate dalla proprietà comune. In breve: la giustizia costituzionale è una "funzione repubblicana".

(Gustavo Zagrebelsky, Principì e voti. La Corte Costituzionale  e la politica, Einaudi, 2005)

posted by: gabriella at 12:18 | link | comments |

Tuesday, February 14, 2006

La gazza

La vedi lì in fondo quella piccola gazza che indugia beata sulla siepe di alloro? Paff, le basta un semplice colpo d'ala per lasciarsi alle spalle tutto il peso del mondo. Sollevata da vincoli e obblighi, finalmente adesso è nuda, libera, sola: la piccola gazza che vola. Ti chiedo, eventuale Signore e Creatore: non potresti una volta soltanto cercare di fare altrettanto con me, liberando il mio gracile corpo dal peso dei suoi mille fantasmi? In fondo ti piace creare, innovare. E allora, pensa che bello: vedere un mattino di maggio, del tutto inattesa, un'umana creatura che vola. Sollevata da vincoli e obblighi, finalmente anch'essa nuda, libera, sola. 

(Franco Marcoaldi, Animali in versi, Einaudi, 2006)

posted by: gabriella at 12:32 | link | comments |

Monday, February 13, 2006

I sogni non sono mai troppo grandi

I sogni non sono mai troppo grandi (Raoul Folllereau, 1903-1977)

Sogno, non m'importa se una certa visione del lucro come unico traguardo dell'uomo stigmatizza i sogni e i sognatori. Mi considero un sognatore, ho pagato un prezzo abbastanza alto per i miei sogni. Ma sono così belli, così pieni e intensi, che ogni volta tornerei da capo a pagarlo [...] I miei sogni sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi, e si antepongono all'orrore dell'incubo dittatoriale. La difesa di questi sogni è legata alla vecchia querelle fra il bello e il sublime, fra il bene e il male nel senso più pieno e profondo [...] Se non siamo audaci, il che non è sinonimo di irresponsabili, se non siamo terribilmente audaci con i nostri sogni e non crediamo in loro fino a renderli realtà, allora i nostri sogni appassiscono, muoiono, e noi con loro. Viaggiando in lungo e in largo per il mondo ho incontrato magnifici sognatori, uomini e donne che credono con testardaggine nei sogni. Li mantengono, li coltivano, li condividono, li moltiplicano. Io umilmente, a modo mio, ho fatto lo stesso. Prima di tutto sono un cittadino e un uomo libero, poi sono uno scrittore. Credo che uno sia uomo prima di essere artista o scrittore, credo che uno sia responsabile prima di essere celebre, credo che uno sia giusto prima di essere famoso, perchè in caso contrario l'arte, la celebrità e la fama non sono altro che scuse per non compiere i doveri dell'uomo e del cittadino [...] Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori e sarà migliore il mondo.

(Luis Sepùlveda, la Repubblica, 11 febbraio 2006)

posted by: gabriella at 11:53 | link | comments |

Thursday, February 09, 2006

Il fenomeno dell "quantum entanglement"

L'equazione "romanticismo" ha una storia particolare.  Dopo averla fotografata e incorniciata, il giovane Justin [Justin Mullin, artista e fotografo australiano, che ha l'abitudine di immortalare con la sua macchina simboli e numeri dal senso astruso ai più] la regalò alla fidanzata Sandra. Si tratta, capì dopo un po' di sforzo lei, della formula usata da Einstein per descrivere il fenomeno dell "quantum entanglement". Due particelle subatomiche "possono rimanere legate in maniera profonda e fondamentale anche quando a separarle è l'ampiezza dell'intero universo". Quale descrizione migliore dell'amore?

(Elena Dusi, la Repubblica, 3 febbraio 2006)

posted by: gabriella at 14:44 | link | comments |

Wednesday, February 08, 2006

Un operaio che ha voluto rimanere anonimo

N.G. comparve nel 1979 in Palazzo Carignano a Torino con la giacca a vento e il sacco da montagna [...] Mi disse che voleva donare alla Galleria Sabauda delle opere d'arte sotto cui avrebbe dovuto comparire la scritta "Dalla collezione raccolta da un operaio che ha voluto rimanere anonimo". Mi spiegò che voleva "dare un esempio" usando termini come "operaio", "popolo" e "pubblico" quasi timidamente e senza retorica [..] La pratica di donazione si concluse nell'82 e comprendeva: una tela di fine Cinquecento, una libera tela genovese del Seicento, un grande acquerello alla Migliara e una picccola tavola riferita all'estroso pittore di Canale d'Alba Michele Scaglia, della fine dell'Ottocento [...] Purtroppo non fissai con il registratore le sue conversazioni, ho ritrovato qualche mio appunto: nato nel 1907 a Torino, lavorò giovanissimo [...] Guidato da un gusto sicuro cominciò a raccogliere opere d'arte nel '39, in specie al Balon, e riprese nel dopoguerra. Dei testimoni di Giaveno ricordano che era soprannominato "Squarcia" e che faceva continuamente escursioni in montagna in solitudine, cantando.

(Giovanna Galante Garrone, la Repubblica, 23 gennaio 2006) 

posted by: gabriella at 10:48 | link | comments |

Tuesday, February 07, 2006

Le grandi idee

Non dobbiamo lasciarci consumare dagli istanti, ma dobbiamo mantenere in noi la tranquillità delle grandi idee e misurare tutto su quelle.

(Dietrich Bonhoeffer, 1906-1945, Il Sole 24 Ore, 29 gennaio 2006)

posted by: gabriella at 10:24 | link | comments |

Monday, February 06, 2006

Pensare in piccolo, che miseria

La tragedia dell'Occidente moderno è che esso ha esaurito le proprie forze prima di essere in grado di realizzare i propri ideali, sulla cui speranza di compimento si è concentrata la vita spirituale degli occidentali laicisti. Man mano che questa speranza diminuisce, la loro vita diviene sempre più grama e insignificante. La speranza viene limitata a poco, a questioni private e viene sempre più sostituita dalla paura.  Questo cambiamento è al centro di Sabato, l'ultimo romanzo di Ian McEwan.  Uno dei personaggi, Theo, figlio diciottenne di Henry Perowne, il neurochirurgo di mezza età protagonista del libro, spiega al padre: "Quando ci ostiniamo a occuparci dei massimi sistemi, della situazione politica, del surriscaldamento dell'atmosfera, della povertà del mondo, sembra tutto tremendo, senza possibilità di recupero, senza la minima prospettiva. Se invece ridimensiono il pensiero, avvicino lo sguado, concentrandomi che so, sulla ragazza appena conosciuta, oppure sulla canzone che vogliamo fare con Chas, o sulla giornata di snowboard il mese prossimo, diventa tutto bellissimo. Perciò d'ora in poi il mio motto sarà: solo pensieri su scala ridotta". [...] McEwan non ci invita a pensare in piccolo. Ci ricorda che, sempre più spesso, ne siamo tentati [...] Dopo gli esperimenti rovinosi, dopo il recente fallimento delle speranze radicali, è diventato difficile trovare ispirazione nella visione di una comunità globale giusta e libera [...] Anche se abbiamo idee di  "media grandezza" su come migliorare le cose, ridurre il divario tra il reddito di un neurochirurgo di mezza età e quello di uno spazzino suo coetaneo, non abbiamo idee credibili su come "alleviare la situazione politica, il riscaldamento globale, la povertà mondiale".

(Richard Rorty, docente di Lelleratura comparata alla Stanford University, Reset, gennaio-febbraio 2006)

posted by: gabriella at 15:24 | link | comments |

Wednesday, February 01, 2006

Tempo al tempo

Poiché viviamo in un mondo emergente, dobbiamo anche accettare che ad alcune importanti domande non si possa rispondere immediatamente, perché non sono ancora state fatte le scoperte necessarie. Bisogna essere pazienti, e dare tempo al tempo.

(Robert Laughlin, Nobel per la fisica nel 1998, la Repubblica, 1 febbraio 2006)

posted by: gabriella at 10:36 | link | comments (2) |