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Thursday, March 30, 2006

E' utile dissentire

E' utile dissentire quando si riesce a parlare lo stesso linguaggio, accettando i presupposti e le categorie dell'altro, cercando di imparare qualcosa dal confronto anche serrato. E permettendo a chi ascolta di scegliere, a ragion veduta, da che parte stare.

(Tito Boeri, L'economia raccontata, www.festivaleconomia.it)

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Wednesday, March 29, 2006

Poveri

L'uomo non è mai stato così povero, da quando è diventato così ricco (Tiziano Terzani)

Viviamo in un mondo in cui le priorità e le disuguaglianze appaiono sempre più inaccettabili. Nel 2004 le spese a livello mondiale per armamenti hanno raggiunto la cifra di 975 miliardi di dollari, equivalenti al 2,6% del Pil mondiale, ossia 162 dollari per ciascun abitante della terra [...] Nello stesso tempo l'aiuto globale per lo sviluppo, nel 2004, è stato di circa 80 miliardi di dollari, ossia 14 volte in meno delle spese per armamenti e 4 volte in meno delle spese per l'agricoltura. Secondo la Banca Mondiale due miliardi e settecento milioni di persone vivono con meno di 2 dollari al giorno, ma ogni mucca europea riceve più di 2 dollari al giorno, e un miliardo e 400 milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile. Ottocento milioni di persone soffrono per malnutrizione grave. Ma, nello stesso tempo, il mondo non ha mai posseduto tanta ricchezza. Per la prima volta nella storia abbiamo le risorse finanziarie e scientifiche per porre fine alle insostenibili situazioni di povertà [...] In questo quadro che non riguarda soltanto la necessaria solidarietà umana, ma anche le prospettive di pace e di sicurezza, spicca il caso negativo dell'Italia. Come membro del G7, l'Italia si è impegnata a dare entro il 2015 lo 0,70% del proprio Pil come parteciapzione alla realizzazione degli otto obiettivi del millennio [...] Ma oggi siamo, tra tutti i paesi donatori, all'ultimo posto con la cifra dello 0,13% [...] La nostra giustificazione abituale sui limiti imposti dalle discipline di bilancio dell'Unione Europea non è valida. Danimarca, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Svezia, hanno già raggiunto e superato quest'anno lo 0,70%. Belgio, Francia, Finlandia, Irlanda, Spagna, Regno Unito, si sono impegnate a raggiungere lo 0,70% prima del 2015 e si stanno muovendo con determinazione in questa drezione. E questi paesi hanno lo stesso limite di bilancio dell'Italia.

(Renato Ruggiero, Corriere della Sera, 28 marzo 2006)

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Monday, March 27, 2006

The Lion Sleeps Tonight

The Lion Sleeps Tonight, l'allegra canzone che appare anche nello spot Happy Hippo della Kinder, ha una lunga storia. Il sudafricano Solomon Linda la incide con la sua band nel 1939. Nato nel 1909, Linda non sapeva nè leggere nè scrivere, ma per lui parlava la sua musica [...] Intitolato "Mbube", il brano diventa la più grande hit sudafricana prima di prendere il volo verso l'estero [...] The Lion Sleeps Tonight, questo il nuovo titolo, scala le classifiche di tutto il mondo, viene tradotta nelle lingue più disparate e diventa il classico brano da film (se ne contano tredici). Un successo inesorabile che avrebbe potuto rendere milionario che l'ha inventata. Solomon Linda, dopo aver ceduto nel 1952 i diritti per meno dell'equivalente di un euro, se ne muore invece povero nel 1962, con ventidue dollari di oggi in banca. Negli anni, i discendenti hanno ricevuto delle royalties, cifre irrisorie rispetto al profitto generato dalla canzone, soprattutto dopo il Re Leone (1994), cartoon Disney il cui successo è stato assicurato anche dal celebre brano. La famiglia Linda si sveglia nel 2004, con richieste di risarcimenti  per un milione e mezzo di dollari. Una posizione difficile però da sostenere: soprattutto perchè, dopo Solomon, pure sua moglie, anche lei analfabeta, aveva siglato trent'anni dopo una nuova cessione dei diritti [...] Ma, la Disney, dopo aver liquidato gli attacchi dei Linda, sostenendo di aver pagato i diritti della canzone, ha corretto il tiro, forse per il timore del danno di immagine che avrebbe provocato uno scontro con la famiglia Solomon. La mediazione della major ha convinto Abilene Music, la detentrice dei diritti, a trovare una forma di risarcimento. Un accordo economico, arrivato solo il mese scorso, che ha soddisfatto i pochi eredi di Solomon Linda rimasti in vita.

(Paolo Menzione, repubblica.it, 23 marzo 2006)

 

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Friday, March 24, 2006

Il perdono non costa un centesimo, ma richiede un grande cuore

I politici, i tribunali e i giudici forse non vedono alcun valore in me, ma la compassione di quella persona dice tutto. Il perdono non costa un centesimo, ma richiede un grande cuore.

(Richard M. Rossi, detenuto nel braccio della morte del carcere di Florence in Arizona, in risposta alla donna coinvolta nella sparatoria dell'omicidio, che lo perdonava. Avvenire, 24 marzo 2006) 

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Thursday, March 23, 2006

La primavera

Quando, poi, Zeus avrà fatto passare sessanta giorni dal solstizio, ecco l'astro di Arturo che, lasciate le sacre correnti di Oceano, appare sul far della sera per primo e più fulgente di tutti. Viene la pandionide rondine, annunziando agli uomini la luce e la primavera novella. Tu previenila potando le viti: è questo il tempo migliore. Quando la chiocciola che porta la casa sbuca e va verso le piante, fuggendo le Pleiadi, non è più tempo di zappare le viti, bensì quello di affilare le falci e incitare i servi.

(Esiodo, Le opere e i giorni, in Cielo a pecorelle di Carlo Lapucci, Vallardi Editore 1992)

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Tuesday, March 21, 2006

Un bambino che porto nel cuore

Come era nato Il Piccolo Principe? Nel 1942 Saint-Exupéry disegnava sulla tovaglia bianca, in un ristorante di New York, sorvegliato severamente dal cameriere. Cos'è aveva chiesto l'editore Hitchcock. "Un bambino che porto nel cuore", rispose Antoine. Facciamone un libro per l'infanzia propose l'editore. Saint-Ex si mise a lavorare; buttava centinaia di prove [...] Schizzi e acquarelli sono a volte inviati agli amici [...] Ma tra tutti i disegni, salta al cuore, pensando al Lightning su cui lo scrittore scomparve in mare nel '44, un acquerello del 1913 in cui "un aereo affonda nell'acqua del crepuscolo", replicandosi nel riflesso con le sue inutili eliche da libellula.

(Daria Galateria, la Repubblica, 21 marzo 2006)

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Monday, March 20, 2006

Mi si è accesa la lampadina....o management della creatività

Oggi l'arma principe per vincere la concorrenza è l'innovazione, e quindi la creatività. Si tratta di passare dalle invenzioni come fatto straordinario a un elemento di routine quotidiana per risultare competitivi [...] In 3M va forte la strategia del "Don't ask, don't tell" secondo la quale il personale tecnico può allocare il 15% del suo tempo su progetti scelti liberamente. Il famoso "Post-it" è frutto di questa politica. In particolare il foglietto giallo nasce dalla collaborazione di Spencer Silver, ricercatore specializzato in adesivi e Arthur Fry, dipendente con la passione del canto. Al fine di organizzare i suoi spartiti, Fry aveva provato a spalmare su dei supporti di carta una colla, inventata da Silver, che non presentava grande capacità adesiva ma un'eccezionale resistenza alle manipolazioni. Alla Shell esiste un team per la "rottura delle regole del gioco". Ogni impiegato con un'idea innovativa è invitato a illustrarla in dieci minuti alla propria squadra. Le idee che vengono accettate nel giro di pochi giorni ricevono finanziamenti medi di 100mila dollari che possono salire fino a 600mila. L'azienda ha calcolato che, in alcuni anni, ben otto tra le dieci principali iniziative per la crescita del gruppo siano state generate da questi team [...] Non per niente Richard Florida e Jim Goodnight nel saggio "Managing for creativity" pubblicato sull'Harward business review, hanno sottolineato come il principale asset di un'azienda sia costituito non dalle materie prime, dai semilavorati o dai prodotti, ma dal cosiddetto "capitale creativo", riconducibile a persone capaci di trasformare le proprie idee in prodotti e servizi ad alto valore.

(Franco Vergnano, Il Sole 24 Ore, 18 marzo 2006)

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Friday, March 17, 2006

Dei politicanti Iddio se ne strafischia

Iddio non sa che farsene di questa caterva di politicanti in seta e velluto che benevolmente hanno preteso di trattare il Cristianesimo e di servire Iddio servendo a se stessi. No, dei politicanti Iddio se ne strafischia.

(Soren Kierkegaard, 1813-1855, Il Sole 24 Ore, 17 marzo 2006)

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Thursday, March 16, 2006

Il tempo.....spiegato dal professor Einstein

Un vecchio ebreo aveva protestato con il grande scienziato, lamentandosi che la sua famosissima "Teoria della Relatività" così straordinariamente importante non fosse accessibile anche a uno spirito semplice quale lui era,  e aveva chiesto di fargliela capire con concetti semplici. Einstein bonariamente aveva acconsentito. "Le farò un esempio che spero possa aiutarla: se un uomo sta seduto con una bella ragazza sulle gambe, un'ora gli sembra un minuto. Se quell'uomo sta col sedere nudo su una stufa accesa, un minuto gli sembra un'ora". Perplesso, il vecchio ebreo aveva detto al grande scienziato: "Grazie, professore, ma permette una domanda? E' con queste cose che lei si guadagna di vivere?".

(Moni Ovadia, Il Sole 24 Ore, Nòva, 16 marzo 2006)

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Tuesday, March 14, 2006

Un buon giornalismo

Un giornale di informazioni svolge varie funzioni. La prima, quella fondamentale, consiste nel riferire i fatti: dire cioè ai lettori, di giorno in giorno, quel che succede. I fatti devono essere riferiti con onestà (io dico con obiettività), senza secondi fini, politici o di altra natura. Il giornale, se è un buon giornale, spiega poi ai lettori perchè succede quel che succede: e per definire questa seconda funzione gli americani hano trovato un nome specifico, new analysis. Infine, il giornale può esprimere un giudizio su quel che succede: e questa terza funzione è il commento, interessante, ma non obbligatorio. Dunque, tre funzioni distinte: dire quel che succede, perchè succede, dire se è un bene o un male che sia successo [...] Le preferenze, le scelte di campo sono dunque lecite nei commenti, non nella cronaca o nella new analysis [...] Poichè ognuno, innegabilmente, racconta i fatti come li vede, si pensa che il giornalista farà sempre una cronaca colorata, cioè tendenziosa. Ma questo accade se il giornalista è animato da passioni politiche [...] Nel buon giornalista l'orgoglio professionale, il gusto dell'onestà, supera di gran lunga le preferenze politiche, ammesso che ne abbia. La prima ambizione di un giudice onesto è di emettere sentenze giuste, non gettare in carcere chi gli sta antipatico: e tutti sappiamo che i giudici onesti esistono. Perchè non dovrebbero essere onesti i giornalisti, con l'ambizione di fare bene il proprio mestiere?

(Piero Ottone, la Repubblica, 14 marzo 2006) 

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Monday, March 13, 2006

Speranza

Gli africani sono quelli che hanno la minore aspettativa di vita, quelli che guadagnano di meno e quelli che sono soggetti a governi fra i peggiori del pianeta. Hanno più probabilità di chiunque altro al mondo di seppellire i loro figli prima che compiano cinque anni, di contrarre il virus dello Hiv, di morire di malaria e tubercolosi, di avere bisogno di aiuti alimentari. Eppure, una  recente inchiesta della Gallup International Association, condotta su un campione di 50.000 persone in tutto il mondo, ha scoperto che gli africani sono i più ottimisti di tutti. Alla domanda se ritenevano che il 2006 sarebbe stato migliore del 2005, il 57 per cento ha risposto di sì [...] Da queste parti ogni singolo giorno vissuto, ogni nascita, matrimonio, diploma, alba e tramonto è un quotidiano trionfo della speranza [...] La speranza è la prova tangibile di cose invisibili [...] Al cuore di questa apparente contraddizione c'è un paradosso, un eccesso di sofferenza affrontato non con stoicismo, ma con un'incrollabile fede in un futuro sconosciuto. Questo paradosso è la condizione africana, e nei miei viaggi lungo il confine, nel Ciad, ne ho avuto l'esempio più evidente in casa di Hissein Kassar Mostapha ad Adè, una città di frontiera che ha subito moltissimi attacchi [...] Mostapha, un funzionario, mi ha offerto l'ospitalità che poteva: un pezzetto di terra dove dormire, sotto le stelle, una ciotola di stufato e zuppa d'avena da dividere fra quelli riuniti nella sua proprietà, qualche tazza di tè caldo. "Avrei voluto che potesse stare qui con mia moglie e i  miei figli", mi ha detto il mattino seguente. "Avrebbe visto che vita felice abbiamo. Anche quando soffriamo, siamo felici".

(Lydia Polgreen, The New York Times, la Repubblica, 13 marzo 206)

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Wednesday, March 08, 2006

Amore

E'  vero, nella vita non c'è nulla di più bello che essere amati dagli altri.

(Gabriel Garcia Marquez, la Repubblica, 8 marzo 2006) 

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Tuesday, March 07, 2006

Preghiera

Concedi, Signore, la grazia di essere felici vivendo ogni giorno di te. Tu, che hai conosciuto da vicino la povertà del sorpruso e della violenza, aiutaci a provare affetto per una vita che si allontana dal vortice di valere qualcosa davanti agli occhi degli altri. Tu, che hai provato il dolore, trasfigura il nostro cuore indurito perchè si lasci turbare e commuovere dalle sofferenze altrui. Donaci di imitare il tuo cuore mite, che è forte ma non aggressivo, mansueto ma non incline a tacere la verità, capace di compatire senza giudicare.

(Quaresima Studenti 2006, Diocesi di Milano, www.chiesadimilano.it)

 

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Monday, March 06, 2006

Intellettuali

Gli intellettuali, avendo da tempo perso il lume dell'oggettività, oggi sono sempre più spesso delle intelligenze a uso e consumo del potere in generale e della politica in particolare [...] Gli intellettuali, a mio parere, dovrebbero tornare a cercare l'azione che c'è nell'intelligenza. Dovrebbero trovare il coraggio di rimanere fuori dai sistemi di potere per cercare un loro surgivo potere nella luce che nasce dalla libera ricerca e dalla sete di verità, che anima e ha animato tutti gli uomini di vero intelletto. Gli altri sono solo dei furbetti travestiti da intellettuali.

(Andrea Pezzi, Il Sole 24 Ore, 6 marzo 2004)

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Friday, March 03, 2006

Un'azienda concentrata sulle persone

Dal 1995, anno di uscita di Toy Story, i film della Pixar hanno saputo reinventare l'arte dell'animazione, hanno meritato 19 Academy Awards e incassato al botteghino oltre 2,4 miliardi di euro. In realtà, il segreto del successo dei Pixar Animation Studios si nasconde nel suo approccio al luogo di lavoro. La casa di produzione non fa solo film migliori di quelli standard, ma li fa anche in modo completamente diverso sfidando le convenzioni del settore. La Pixar è diventata l'invidia di Hollywood perchè non ha mai seguito il modello di Hollywood [...] Afferma Randy S. Nelson, nella società dal 1997 e attualmente rettore della Pixar University, una struttura di formazione gestita dall'azienda: "Noi abbiamo fatto un salto passando da un'azienda concentrata su un progetto a un'azienda concentrata sulle persone. Invece di investire sulle idee, investiamo sulle persone. Stiamo cercando di creare una cultura dell'apprendimento, nella quale le persone siano in formazione continua. Non conta più che chi ha talento sia interessante: al contrario, è un pregio quando è proprio lui ad essere interessato. Vogliamo un'organizzazione piena di persone interessate".

(William C. Taylor e Polly LaBarre, The New York Times, la Repubblica, 20 febbraio 2006) 

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Thursday, March 02, 2006

I "Simpson" battono la Costituzione

Un americano su cinque sa dire i nomi di tutti i cinque membri della famiglia di Homer Simpson (i protagonisti dei cartoni animati "I Simpsons"). Ma solo uno su mille sa quali sono le cinque libertà d'espressione garantite dal Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti e solo uno su quattro sa citarne più d'una. Le libertà d'espressione costituzionalmente garantite sono quella di parola, religione, stampa, riunione e petizione [...] I dati sono stati raccolti per conto del McCormick Tribune Freedom Museum di Chicago, un'istituzione consacrata al Primo Emendamento. Che gli americani conoscano poco la Costituzione lo conferma il fatto che uno su cinque crede che essa garantisca il diritto di possedere un'animale domestico.

(Avvenire, 2 marzo 2006)

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Wednesday, March 01, 2006

Facce

Per me una faccia è un'espressione geografica. Ce ne sono di desertiche, di sismiche, di pianeggianti, scoscese, ventose, di palude. Tutte hanno un'età in cui sono giuste. Oggi non si sanno guardare le facce, per strada è buona regola scorrerle alla svelta. Oggi si coprono le facce dietro occhiali da sole pure all'ombra. Restano più nascoste che dietro il velo islamico. Mi fido delle persone che sanno guardare le facce, di quelli che scrutano una parete e ne individuano la linea di salita. Starsene affacciati su una faccia o davanti a un versante di montagna, scorgere linee, ripeterle a disegno o scalando: c'è in queste mosse un affetto per il mondo, un desiderio di partecipare.

(Erri De Luca, Sulla traccia di Nives, Mondadori 2005) 

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