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Tuesday, October 31, 2006

Il viaggio

Ma i veri viaggiatori partono per partire, cuori leggeri s'allontanano come palloni; al loro destino mai cercano di sfuggire e, senza sapere perché, sempre dicono: Andiamo! Baudelaire, Il viaggio

Il viaggio ci spoglia dalle abitudini; ci restituisce lo stupore; ci fa sentire capaci di rigenerazione; ci permette di assaporare la libertà in quanto assenza di obblighi e costrizioni abituali; ci spinge alle metamorfosi interiori; ci procura choc emotivi (speranze, attese) e cognitivi (spiazzandoci grazie al continuo confronto con idee, costumi e luoghi diffferenti) [...] Il viaggiatore si dirige così ai margini della vita consueta, al fine di provare quell'esaltazione per le possibilità che si spalancano nell'immaginazione e che lo inducono a interrogarsi sulla propria identità, a sradicarsi provvisoriamente dal passato che si lascia alle spalle, a fargli dire con meraviglia: "sono proprio io a trovarmi qui?".

(Remo Bodei, lectio magistralis tenuta in occasione dell'inaugurazione della "Scuola di alti studi in economia del turismo culturale" di Siracusa", la Repubblica, 24 ottobre 2006)

posted by: gabriella at 17:58 | link | comments |

Monday, October 30, 2006

Bretelle

L'anno scorso ho regalato un paio di bretelle a un amico. Le ho viste in una vetrina del centro ed è stato un attimo. Berto e le bretelle. Come il più classico dei  matrimoni: il tramonto e la malinconia. Sublime. E' passato un anno e il matrimonio non è stato consumato. Le bretelle giacciono immacolate in un cassetto del comò. Non so che sarà. Ma penso sempre che i tramonti e le malinconie non si lasceranno mai. gabriella

Chi vuole colpire con l'accessorio raffinato punti, poi, sulle bretelle. Negli anni '80 erano il simbolo degli yuppie e della plutocrazia: le ostentava l'arrogante Gordon Gekko-Michael Douglas nel film-culto dell'epoca, "Wall Street". Oggi, invece, sono il raffinato segno distintivo di quella elegante minoranza che indossa esclusivamente abiti su misura. E se ciò non bastasse hanno pure un merito estetico. Forse banale, ma indiscusso. Come afferma l'esperto di stile: "Con le bretelle, semplicemente, i pantaloni vestono meglio".

Iolanda Barera, Corriere della Sera, 7 luglio 2006

 

posted by: gabriella at 09:20 | link | comments |

Friday, October 27, 2006

Innovare è cogliere un bisogno latente

L'invenzione non è poi una rarità. Ma è innovazione solo se diventa fenomeno sociale [...] Innovare è cogliere un bisogno latente. L'iPod è l'esempio. Fare qualcosa meglio degli altri è eccellenza. Fare quello che gli altri non fanno è innovazione.

(Andrea Pontremoli, Presidente e Amministratore delegato IBM Italia, a colloquio con Luca De Biase, nòva24Il Sole 24 Ore, 26 ottobre 2006)

posted by: gabriella at 09:51 | link | comments |

Wednesday, October 25, 2006

E' l'interrogativo più semplice del mondo

Come fa a mancarci una persona che conosciamo appena. E' l'interrogativo più semplice del mondo. Ci manca non averla conosciuta [...] Sono tante le cose che perdiamo e altrettante o forse più, quelle che non sapremo mai come sarebbero finite. Allora la vita è veramente un equilibrio sopra la follia, perché andando così veloce, ci impedisce costantemente di possederne un brandello.

(Giovanna Giolla, la Repubblica, 25 ottobre 2006)

posted by: gabriella at 16:23 | link | comments |

Tuesday, October 24, 2006

Estemporanee

Senza un titolo senza tempo senza sole ombre senza patria. Estemporanee visioni di un gioco chiamato vita. Senza legami senza ordine senza argine. Briciole di un attesa che sgretola i nostri pensieri. Senza te senza me senza la presenza di eroi. Componi l'immagine del colore che vuoi. Senza un titolo senza tempo. Senza senso...

(Angelo Camba, Estemporanee, www.estemporanee.com)

Estemporaneee è una raccolta di racconti brevissimi, storie in miniatura, scritte da Angelo Camba. I racconti fanno parte di un progetto collettivo che si chiama "Modica Quantità". Gli autori del progetto si riuniranno sabato 28 ottobre a Milano nell'ambito della manifestazione "Anonima Scrittori invade Milano", www.anonimascrittori.it.  Anonimi Scrittori di ogni parte d'Italia si troveranno per una pubblica somministrazione di narrativa in pillole. Teatro della mainfestazione sarà The Photographers, in via Legnano 4, zona Brera, www.thephotographers.it, uno spazio dedicato prevalentemente alla passione per la fotografia ma che non disdegna la contaminazione con altre forme espressive. L'appuntamento è per le ore 18.

 

posted by: gabriella at 16:53 | link | comments |

Monday, October 23, 2006

My Favourite Things

Raindrops on roses and whiskers on kittens, bright copper kettles and warm woolen mittens, brown paper packages tied up with strings, these are a few of my favorite things. Cream colored ponies and cris apple strudels, door bells and sleigh bells and schnizel with noodles. Wild gees that fly withe the moon on their wings. These are a few of my favorite things.
Girls in white dresses with blue satin sashes, snowflakes that stay on my nose and eyelashes, silver white winters that melt into springs, these are a few of my favorite things.
When the dog bites, when the bee stings, when I'm feeling sad, I simply remember my favorite things, and then I don't feel so bad.

 

(My Favourite Things,  musica di Richard Rodgers, testi di Oscar Hammerstein II, voce Julie Andrews, http://www.myfavouritethings.homestead.com/Homepage.html)

Versioni differenti di My Favourite Things sono proposte ogni giorno da Farhenheit, programma radiofonico di RaiRadio3, http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/puntate.cfm?Q_TIP_ID=445

 

posted by: gabriella at 15:01 | link | comments |

Friday, October 20, 2006

Etnocentrismo

Poiché non siamo soli al mondo, anche gli altri pensano, a volte con tanta immaginazione, spesso con saggezza. Tobie Nathan, Non siamo soli al mondo

Se l'empatia apre brecce nei confini, l'etnocentrismo, la pretesa di superiorità per il proprio mondo culturale, lavora per rafforzare le barriere e per erigerne dove non ce ne sono. In questo momento l'etnocentrismo è più forte che mai [...] L'idea della superiorità dei valori "occidentali" riposa su una precisa teoria e molte ignoranze [...] La teoria è quella ottocentesca della scala delle "culture" che vede in cima il mondo "occidentale" [...] Chi è in cima alla scala non solo sa che cosa dovrebbero fare gli altri per arrivare al suo livello ma è anche certo del fatto che il punto su cui egli si trova è il punto d'arrivo; le altre prospettive sono meno vere, meno morali, meno democratiche delle sue [...] Le molte ignoranze che sostengono la pretesa di superiorità "culturale "occidentale" sono la conseguenza, e nello stesso tempo la causa, della presunzione di superiorità [...] La nostra ignoranza dei sistemi di valori dell'"altro" ci fa leggere la diversità come arretratezza, la virtù come servitù [...] La percezione e il rispetto delle differenze sono invece necessarie per chiunque si collochi in una prospettiva di bridge-thinking

(Giuseppe Mantovani, docente di psicologia degli attegiamenti nella facoltà di Psicologia dell'Università di Padova e condirettore del Cirssi, Centro interdipertimentale di ricerca e servizi per studi interculturali della stessa università. Reset, settembre-ottobre 2006)

 

posted by: gabriella at 14:29 | link | comments |

Thursday, October 19, 2006

Pensare più creativamente

Anche un manager deve vedere che quello che lui fa è legato a tutto il resto del mondo e, forse, in questo modo, può avere più soddisfazione, sentirsi meno separato dalla realtà quotidiana [...] Questa è la vera globalizzazione [...] E poi deve pensare più creativamente. Io li vedo, si vestono tutti uguali, hanno comportamenti tutti uguali: questa povera gente è costretta a comportamenti che impediscono loro l'esercizio della più bella cosa che anche un manager dovrebbe avere: la fantasia. Un grande manager è qualcuno capace di inventare qualcosa di nuovo, non di riprodurre qualcosa di stantio, magari semplicemente ridipinto.

(Tiziano Terzani, in un incontro con Francesco Bertolini, SDA Bocconi, estratto dalla versione pubblicata su Economia e Management, numero 6/2002, www.economiaemanagement.it)

 

posted by: gabriella at 12:05 | link | comments |

Tuesday, October 17, 2006

Ogni scienza, come ogni gioco

Da chimico un giorno avevo il potere di sposare gli elementi e di farli reagire, ma gli uomini mai mi riuscì di capire perchè si combinassero attraverso l'amore. Affidando ad un gioco la gioia e il dolore. Fabrizio De Andrè, Un chimico, 1971

Ogni scienza, come ogni gioco, non corrisponde a una materia, ma a un modo di articolarla. Ed è per questo che gli scienziati, quando non parlano con altri scienziati, usano paradossi, esempi curiosi, enigmi [...] Il gioco dà alla scienza il lavoro sui modelli, la scienza dà al gioco il metodo. I modelli impiegati dalle diverse scienze sono giochi assai raffinati, che richiedono conoscenza ma anche destrezza e, di volta in volta, fortuna, agonismo, pensiero strategico.

(Stefano Bartezzaghi, la Repubblica, 17 ottobre 2006)

 

posted by: gabriella at 15:35 | link | comments |

Monday, October 16, 2006

STAND UP

Il pane che tu non usi è il pane dell'affamato, l'indumento appeso nel tuo guardaroba è il vestito dell'ignudo, le scarpe che tu non metti sono quelle di chi è scalzo, il denaro che tu tieni sottochiave è la moneta del povero, gli atti di carità che tu non compi diventano così le ingiustizie che tu commetti.

(S. Basilio, da Mons. Thomas Menamparampil sdb, Peace Centre, Guwahati, India, a sostegno della campagna contro la povertà, www.millenniumcampaign.org)

 

posted by: gabriella at 12:30 | link | comments |

Friday, October 13, 2006

Il modo migliore di occuparsi della violenza contro i bambini è fermarla prima che sia commessa

Tornò a bussare con maggior violenza, perché sentiva avvicinarsi il rumore dei passi e il respiro grosso e affannoso dei suoi persecutori. Carlo Collodi, Pinocchio

Il 12 ottobre è stato presentato a New York il Rapporto delle Nazioni Unite sulla violenza sui bambini. Lo studio  si incentra su cinque contesti nei quali si perpetrano violenze sui piccoli: la casa e la famiglia, la scuola e le altre strutture educative, gli istituti (d'accoglienza e penali), il posto di lavoro e la comunità d'appartenenza.  Alcuni dati riportati nello studio: l'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2002 almeno 53.000 bambini tra 0 e 17 anni siano stati assassinati. Secondo L'Organizzazione Internazionale del Lavoro, nel 2000 erano 5,7 milioni i bambini coinvolti in attività lavorative forzate o ridotti in semi schiavitù, 1,8 milioni nel giro di prostituzione e pornografia, 1,2 milioni vittime del traffico di esseri umani. I bambini rinchiusi nei centri di detenzione sono frequentemente sottoposti a violenze compiute dal personale stesso degli istituti, sia come forma di controllo, sia come punizione. In 77 paesi, gli istituti penali riconoscono punizioni corporali e altre punizioni violente come misure disciplinari legali. Il Rapporto conclude che per molti bambini la violenza è una routine, è parte della loro realtà quotidiana. "Il modo migliore di occuparsi della violenza contro i bambini è fermarla prima che sia commessa", afferma il Professore Paulo Sérgio Pinheiro, l'esperto incaricato dall'Onu di condure lo studio...[...] "Le persone devono essere considerate responsabili delle loro azioni, ma una solida cornice legale non può essere costituita da sole sanzioni. Si tratta altresì di inviare  un segnale deciso e inequivocabile che la società non accetterà alcuna violenza contro i bambini". Il rapporto auspica la nomina di un Rappresentante speciale per la violenza sui bambini, con un mandato iniziale di 4 anni, che agisca quale tutore per la promozione della prevenzione e dell'eliminazione della violenza, e incoraggi la cooperazione e interventi che diano seguito alle iniziative.

(Violence against children, United Nations Secretary-General's Study 2006, http://www.unviolencestudy.org/, Unicef Italia, www.unicef.it)

 

 

posted by: gabriella at 15:16 | link | comments |

Thursday, October 12, 2006

Concert d'ouverture de Musique Sacrée à Notre-Dame

Les Concerts de Musique Sacrée à Notre-Dame de Paris reprendront le mardi 17 octobre 2006, à 20h30, avec le concert d'ouverture de la Saison 2006-2007 consacré à Wolfang Amadeus Mozart dans le cadre du 250ème anniversaire de la mort du compositeur.

Vente des billets à l'accueil de la cathédrale tous le jours, de 9h30 à 18h00, et le soir du concert, à partir de 20h00; reinsegnements: 01 44 41 49 99

(Cathédrale Notre-Dame de Paris, http://www.cathedraledeparis.com/FR/0.asp)

posted by: gabriella at 11:29 | link | comments |

Monday, October 09, 2006

Errori

Una gran parte della verità, che i filosofi hanno dovuto stabilire, sarebbe inutile se l'errore non esistesse [...] Gli errori, come le comete, abbiano un periodo; che dopo qualche secolo, quando si è cessato di declamare contro di loro, ricompariscano essi sulla scena sotto un nuovo aspetto; e che gli uomini, sempre curiosi, sempre inquieti, sempre avidi di scoperte, dopo avere immaginate, adottate e rigettate successivamente opinioni e sistemi, tornino ad abbracciare ciò che avevano rifiutato [...] Lo spirito umano non percorre una linea retta di cognizioni, allungata in infinito, ma un circolo limitato, e torna necessariamente di tempo in tempo sullo stesso luogo.

(Giacomo Leopardi, Saggio sopra gli errori degli antichi, luglio 1815, in All'apparir del vero di Rolando Damiani, ed. Mondadori)

 

posted by: gabriella at 14:38 | link | comments |

Friday, October 06, 2006

Infedeli, per un giorno

Non promettiamo di essere dei geni, di sviscerare il mistero del mondo e di determinare il preciso e quotidiano menù delle azioni che occorrono per diventare grandi uomini. Ma promettiamo di essere onesti e sinceri. Giuseppe Prezzolini, La nostra promessa, in La Voce, 1908

Oggi il circolo tradisce il suo spirito di quaderno di memorie di altrui pensieri. E' un "tradimento" felice, perchè riconoscente di un bene superiore. E' il ringraziamento a un giornalista che, domani, riceverà un premio alla carriera, il Premio Cronista dell'anno 2006. Grazie Gianfranco, per l'impegno e la dedizione che hanno fatto del tuo  "mestiere" una passione, prima che un lavoro. Grazie per l'entusiasmo e la fedeltà a te stesso. Grazie per l'intelligenza plasmata dal cuore. Grazie per l'amicizia.  gabriella

posted by: gabriella at 10:07 | link | comments (1) |

Thursday, October 05, 2006

Barco Abandonado (Per le antiche scale)

(Dulce Pontes per Ennio Morricone, http://dulcepontes.net/)

posted by: gabriella at 12:32 | link | comments |

Wednesday, October 04, 2006

Il Cantico di Frate Sole o Cantico delle Creature


A  ltissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual'è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi' Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate e benedicete mi' Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

Il testo del Cantico è  conservato, nell'originale in volgare, nel testo latino della Leggenda perugina e dello Specchio di perfezione (ove, invece, si parla di "Cantico di Frate Sole", motivandone il titolo), oltre che in numerosi codici contenenti gli Scritti di San Francesco, tra i quali il più seguito e divulgato è il 338 della Biblioteca comunale di Assisi.

(Il Cantico delle Creature, San Francesco d'Assisi, http://www.sanfrancescoassisi.org/)

posted by: gabriella at 11:23 | link | comments |

Tuesday, October 03, 2006

Una stanza ritrovata

Tra l'abside maggiore, il campanile e il chiostrino di Santa Maria delle Grazie si trova un locale creato, probabilmente, al tempo della ristrutturazione del convento, avvenuta tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. Le forme distintive dell'ornamentazione architettonica della stanza denunciano una stretta connessione con l'esterno della tribuna bramantesca, sia nelle tipologie, sia nella partizione geometrica delle superficie murali, sia nell'uso dei materiali. La presenza di un simile apparato di ornamenti architettonici, integrato da decorazioni pittoriche e vari elementi d'arredo, fa ipotizzare che si trattasse dela Piccola Sacrestia della chiesa. L'interno della Piccola Sacrestia presenta, su due muri opposti, parete nord e  sud, quattro figure di santi, rispettivamente: San Paolo e San Pietro Martire a nord, San Pietro e San Domenico a sud, entro tondi, secondo uno schema ricorrente in Lombardia. La decorazione è completata da specchiature rettangolari, girali e candelabre di vario  tipo. L'insieme si inserisce nel complessivo piano di riqualificazione promosso in Santa Maria delle Grazie a partire da Ludovico il Moro, che incarica Bramante della realizzazione della tribuna (1492-1498). I dipinti, presumibilmente del decennio successivo, mostrano chiari riferimenti alla tradizione Amadeo-Foppa piuttosto che ai più recenti Bramante-Leonardo.

(una stanza ritrovata. Il restauro della Piccola Sacrestia di Santa Maria delle Grazie, Milano)

posted by: gabriella at 14:44 | link | comments |

Monday, October 02, 2006

Giornalismo. Apparentemente una rovina

Per il giornalismo moderno il punto importante di un fatto è la quantità di movimento che è in grado di generare nel tessuto mentale del pubblico. A livelli estremi, un conflitto epocale e sanguinario in un paesino dell'Africa resta per un giornale occidentale una non-notizia fino a quando non entra in sequenza con porzioni di mondo in possesso del pubblico occidentale [...] Ci allineiamo a un'idea di fondo, squisitamente barbara: il senso delle cose non  alberga in un loro tratto originario e autentico, ma nella traccia che da esse sprigiona quando entrano in connessione con altri pezzi di mondo. Si potrebbe dire: non sono ciò che sono, ma quel che diventano [...] ll giornalismo non racconta il mondo ma produce news, cioè considera come evento solo ciò che si dà come differenza rispetto al giorno prima. Non ciò che ne è sviluppo, progresso o al limite regresso. La continuità del divenire è poi cautamente ricostruita nei commenti, o in rari reportage che cercano di riallestire narrazioni di mondo. Ma la tecnica di base del giornalismo è oggi una sequenza di passi di fianco che intercettano il senso del mondo registrandone tutti gli scarti laterali. E' uno sviluppo orizzontale, nello spazio e sulla superficie, che sostituisce il cammino verticale dell'approfondimento e della comprensione. Apparentemente una rovina: ma com'è che poi, ogni mattina, è quel che cerchiamo?

(Alessandro Baricco, I Barbari, la Repubblica, 2 ottobre 2006)

posted by: gabriella at 14:16 | link | comments |