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Il signor Natale
Quando ero piccola, papà aveva un amico che si chiamava Natale. Natale veniva spesso a trovarci ed era il più simpatico tra i suoi amici, anche per via di quel suo nome buffo. Stasera arriva Natale, diceva papà, e non sapevi mai se aspettarti l'amico o la festa. E' perchè è nato il giorno di Natale, ci spiegò la mamma: i suoi genitori lo chiamarono come la festa. Pensai che fosse strano. Allora il bimbo di un cuoco milanese deve chiamarsi Zafferino, in omaggio al risotto alla milanese, o, una bimba nata al mare deve chiamarsi Ondina? Una sera il signor Natale prese in disparte me e mia sorella. Non dovere chiamarmi signore, ci disse. Vi sognereste mai di chiamare una festa signore? Forse che la pasqua si chiama signora e il ferragosto signore? Ecco, io sono Natale, semplicemente il Natale. L'idea era convincente, anche se fu difficile, nonostante le autorizzazioni paterne, superare le abitudini e le regole di sempre. Ancora oggi, che papà e Natale non ci sono più, quando arriva Natale, penso sempre che gli manchi qualcosa: il signore. Allora auguri signor Natale, so che te la stai ridendo della mia nostalgia e del tuo nome buffo. gabriella
Buon Natale a Tutti, un Natale signore
Benedizioni
Sono alla fine di Corso Vittorio Emanuele. E' lì che vedo la meravigliosa proboscide di legno emettere note, sulfuree. Vanno veloci come il cuore. E' il magico strumento degli aborigeni: il digirido [...] La ragazza che suona ha un cappello rosa, sull'asfalto, grande come una pentola, mentre tutti ascoltano i suoni del digirido simili a temporali astratti, nessuno posa delle monete. Cambio i soldi in un bar e li appoggio come petali nel cappello. Mi ferma per darmi il suo cd. Sopra c'è scritto Blends: benedizioni. Le chiedo perché non c'è il suo nome. "Non ha importanza", dice lei. "Se qualcuno vuole trovarti?" "Deve succedere". E chiude: "Non c'è nulla di più bello dell'arte che dà gioia e fa soffrire. E' l'unica cosa che non dovrebbe avere nomi". Continua: "Come l'amore" [...] Vorrei tornare, mentre lei è in compagnia della sua musica; per un'altra benedizione.
(la Repubblica, 30 novembre 2006)