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Tuesday, March 16, 2004

I bambini che lavorano

L'India, anche a causa della densità della popolazione, ha il maggior numero assoluto nel mondo di bambini lavoratori tra i quattro e i quattordici anni. Il governo ne conta 17 milioni, secondo l'Oil sono 44 milioni, ma per le Ong si tratta di molti di più (100 milioni). Una legge del 1986 proibisce ai minori di 14 anni le attività più pericolose o nocive  e regolamenta le altre. Ma la polverizzazione delle unità produttive informali, la corruzione e la miseria rendono inutile questo divieto. L'Asian labour monitor ha calcolato che i bambini, in genere di famiglie rurali senza terra, producono circa un quinto del prodotto interno lordo indiano in agricoltura e poi in miniere, cave, fornaci, concerie, fabbriche tessili, seterie, telai per tappeti, laboratori di fiammiferi, sigarette e fuochi d'artificio, vetrerie, e nel gigantesco settore informale urbano, con la raccolta dei rifiuti, il trasporto di pesi e il piccolissimo commercio.

(Carta Almanacco, 8-14 gennaio 2004)

posted by: gabriella at 15:21 | link | comments (6) |


Comments:
#1  17 March 2004 - 11:26
 
Firenze. I carabinieri hanno compiuto un blitz nei laboratori cinesi alla periferia della città. Cinquanta bambini scoperti a produrre borse, tra acidi, sostanze chimiche e colle. Zou, piccino di tre anni e mezzo, seduto al lavoro, è troppo impegnato ad attaccare etichette per alzare la testa e mostrare il visino. Vicino a lui altri bambini. Sette anni, mette le fibbie, undici anni, infila le borchie. Nove e undici anni, grandi abbastanza da poter maneggiare la pericolosa cucitrice. Il tempo per studiare? "La domenica". E il tempo per giocare? Quello ce l'ha solo Min, che è troppo piccolo per lavorare, ha un anno e se ne sta con ciuccio in bocca dentro al box, vicino ai solventi. (La Repubblica, 17 marzo 2004)
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#2  25 March 2004 - 14:28
 
Sono più di 300mila i bambini soldato attualmente reclutati negli eserciti governativi o irregolari. Per la maggior parte sono obbligati a imbracciare le armi, come dimostra il caso dell'Uganda del nord dove in 16 anni di guerra civile l'Esercito di resistenza del Signore (Lra) ha sequestrato 20mila ragazzi. (The Lancet, 13 marzo 2004. Internazionale, 19 marzo 2004)
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#3  30 March 2004 - 09:35
 
In Italia sono circa 500-600 i minorenni che si prostituiscono. Si tratta di adolescenti ma anche di bambini e bambine di otto anni. Lo denuncia il "Rapporto informativo sulla tratta dei minori", realizzato da Save the children. Lo studio riguarda sei paesi europei che coprono l'intero ciclo del traffico. Si va da due paesi "produttori", cioè fornitori della "merce" umana (Bulgaria e Romania) a due paesi di transito (Italia e Spagna), a due paesi "consumatori" (Danimarca e Regno Unito). I dati raccolti in Bulgaria sono drammatici: solo nel 2002 ci sono stati 2128 minori vittime di abusi, con un aumento del 50% rispetto al 2001. (La Repubblica, 30 marzo 2004)
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#4  14 April 2004 - 12:51
 
Sono almeno centomila, in Senegal, I "bambini mendicanti", ventimila solo a Dakar, la capitale (2 milioni di abitanti). Per le bambine si calcola che siano almeno 200mila costrette, dall'età di sette anni, a prestare servizio in case private, in cambio di poche lire e molti maltrattamenti. Per tutti il rischio di abusi sessuali e prostituzione. Lo stipendio di una bonne, come vengono definite le bambine-schiave, si aggira sulle 40mila lire al mese quando va bene. Meno l'affitto della stanza dove dormono ammassate, meno la luce, meno il vitto, meno le spese del viaggio per arrivare al lavoro. Alla fine del mese non resta quasi nulla da mandare al villaggio. E se la famiglia reclama la sua quota, spesso non resta che prostituirsi per spedire a casa un sacco di riso o una manciata di franchi. (La Repubblica, 14 aprile 2004)
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#5  15 April 2004 - 12:40
 
Un rapporto presentato il 14 aprile da Ires-Cgil "I lavori minorili in Italia. I casi di Milano, Roma e Napoli", denuncia che i bambini sfruttati, tra i 7 e i 14 anni, che lavorano in Italia oscillano tra i 360mila e i 400mila. Il fenomeno è in crescita rispetto a dieci anni fa e sono comprensibili le ragioni: crescono la povertà e l'emarginazione, cresce il lavoro irregolare clandestino, cresce l'abbandono scolastico. 70mila minori sono impiegati per più di 4 ore al giorno, per 40mila di loro il tempo sottratto allo studio e al gioco va anche oltre le otto ore quotidiane, con una paga, per questi ultimi, dai 200 ai 500 euro al mese. I settori più interessati dal fenomeno sono il commercio, ma anche l'artigianato e l'edilizia. Tanti sono anche i minori immigrati sfruttati nei diversi settori e che lavorano agli angoli delle strade. (www.cgil.it)
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#6  05 May 2004 - 15:13
 
L'Ipec, il programma internazionale dell'International Labour Office per l'eliminazione del lavoro minorile, ha condotto uno studio integrato nei Paesi in via di sviluppo e in quelli in transizione che mostra i vantaggi economici dell'eliminazione del fenomeno del lavoro minorile. Nell'indagine vengono presi in considerazione i dati realtivi a 152 Paesi suddivisi in 5 aree: Asia, America Latina, Africa sub-sahariana, Nord Africa/Medio Oriente.

In queste aree i benefici globali che potrebbero derivare da un programma di lotta allo sfruttamento minorile sono pari a 5.100 miliardi di dollari, a fronte di costi per 760 miliardi nei prossimi vent'anni. Il progetto dell'Ipec si sviluppa su un arco di 40 anni. All'inizio il flusso economico è negativo, con costi superiori ai benefici. Dopo il 2020 i costi sarebbero ampliamente superati dai benefici, che ogni anno sarebbero pari a 60 miliardi di euro.)

(www.ilo.org)
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