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Wednesday, March 31, 2004

LA SERENDIPITA'

La serendipità è una parola per lo più sconosciuta, presente da tempo nei dizionari di lingua inglese, ancora rara in italiano. Coniata dallo scrittore britannico Horace Walpole a partire da Serendip, antico nome dello Sri Lanka, la serendipità descrive la caratteristica sorprendente dei suoi eroi che trovano sistematicamente altre cose rispetto a quello che cercano. Questo meccanismo è estremamente frequente nella storia della scienza, al punto che si sono create due scuole di pensiero. Una afferma che la scoperta è sempre la conclusione di  un lungo processo, rigoroso e sistematico; l'altra, che l'invenzione nasce più spesso in modo fortuito, come una scintilla che accende un falò. Personalmente non vedo alcuna ragione di separare nettamente queste due scuole: l'illuminazione può sorgere tanto al termine di un percorso organizzato e strutturato quanto alla deviazione di un percorso orientato verso altre finalità. L'importante è di non avere dei paraocchi; alternare lo strabismo convergente e divergente per non rischiare di perdere le ricchezze che si potrebbero trovare ai margini della strada principale. Mantenersi in stato di veglia, accogliere l'imprevisto come un ospite benvenuto, reagire positivamente alla sorpresa, osare uscire dalle autostrade del pensiero.

(Tutti innovatori. Strumenti e processi creativi per le imprese, Hubert Jaoui, edizione Il Sole 24 Ore, novembre 2003)  

posted by: gabriella at 14:49 | link | comments (1) |


Comments:
#1  05 April 2004 - 16:12
 
Haime', siamo praticamente sommersi dai neologismi oltre che (purtroppo) dagli inglesismi. L'articolo mi ricorda un raccapricciante-stucchevole-scontatissimo film americano dove due citrulli impiegavano 90 minuti per capire che si dovevano amare. Manco il perfido Manzoni ci avrebbe messo tanto a far capire ai protagonisti che devono mandare a cagare le regole e amarsi. Renzo e Lucia, da me sempre considerati due imbecilli, mi sembrano due del Leocavallo al confronto. Serendipita' o meno, ma ci voleva un inglese a spiegare una cosa cosi' "naturale" come l'intervento o meno dell'uomo o della "sfiga"... Scusa Gabriella il commento al fulmicotone, ma siamo Italiani e il nostro vocabolario e' uno dei piu' ricchi di vocaboli del mondo. Usiamolo!!!! Jo
http://navoig@yahoo.it Mo'nonymous
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