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Immobilismo sociale
La vera "malattia" italiana è l'immobilismo sociale. L'obiettivo del dinamismo economico non può essere più raggiunto senza dinamismo sociale. Ciò che dovrebbe preoccuparci dello stato di salute della società italiana non sono tanto le disuguaglianze in termini di reddito, che nell'era della globalizazione stanno aumentando in tutte le società avanzate o in rapida industrializzazione. Come suggerisce Dahrendorf "in un ambiente aperto, in cui le persone abbiano la possibilità di farsi valere e di migliorare con i propri sforzi le propre prospettive di vita, le disuguaglianze possono essere fonte di speranza e spinta al progresso". Ma le disuguaglianze che caratterizzano oggi la società italiana sono molto più preoccupanti, perchè nascono da profonde disparità in termini di opportunità, di chances di crescita professionale e di affermazione sociale. Le statistiche dimostrano che i figli degli operai, nella stragrande maggioranza dei casi, fanno gli operai. Non c'è progressione sociale, non c'è mobilità, non c'è ricambio dei gruppi dirigenti.
(Anna Maria Artoni, Presidente G.I. Confindustria al 34° Convegno dei Giovani Imprenditori, Santa Margherita Ligure, 4-5 giugno 2004)
