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Wednesday, June 23, 2004

I nemici scoprono di poter diventare amci

Una delle cose che abbiamo capito in Sudafrica è che non c'è vero riparo dalla canna di un fucile. Guardando alla storia recente di diverse parti del mondo, ci rendiamo conto che ciò è vero ovunque. Il conflitto in Terrasanta ne è un esempio eloquente. Faccio parte del consiglio di amministrazione del Shimon Peres Center di Tel Aviv e comprendo il desiderio degli israeliani di vivere in pace e al sicuro. Ma, come abbiamo visto in Sudafrica, non c'è pace senza giustizia, e la sicurezza arriva solo quando cessa la disperazione. Inevitabilmente, questa ha fine solo quando la gente si siede e dialoga. I negoziati non avvengono tra amici, ma tra nemici. E allora, qualcosa di sorprendente, o almeno questo è ciò che è avvenuto in Sudafrica, sembra cominciare a prendere corpo: i nemici scoprono di poter diventare realmente amici, o almeno di poter collaborare al bene comune...[...] Dobbiamo sforzarci perchè sulla terra arrivi il momento in cui ogni popolo sia libero, nutrito e viva in pace.

(Anche Dio ha un sogno. Una speranza per il nostro tempo, Desmond Tutu, Edizioni Ancora del Mediterraneo, ed. giugno 2004, Avvenire, 18 giugno 2004)

posted by: gabriella at 14:35 | link | comments (4) |


Comments:
#1  01 July 2004 - 21:17
 
Faccio parte del consiglio di amministrazione del Shimon Peres Center di Tel Aviv e comprendo il desiderio degli israeliani di vivere in pace e al sicuro.

Ma è una cosa vera.... cioè, tu Gabriella... fai parte o chi?

Bruno LAI
Mo'nonymous
#2  02 July 2004 - 15:37
 
Naturalmente non io......

Desmond Tutu, autore del libro segnalato da Avvenire, e di cui ho pubblicato una breve riflessione.

Avrei dovuto virgolettarlo....

Raramente riporto riflessioni personali perchè trovo negli altri (non tutti) pensieri meravigliosi che ben rappresentano anche il mio.

Molto più modestamente, faccio parte della categoria delle impiegate.

grazie per l'attenzione

gabriella
Contact me View user's mediablog gabriella
#3  13 July 2004 - 11:35
 
Si, me ne sono accorto :), non è mica negativo Impiegrasi per ciò in cui si crede!

Impiegata: colei che ha un impiego... il che vuol dire tutto e nulla; però il linguaggio comune ha trasformato il tutto in colei/colui che sta dietro una scrivania.

Psicologia da luogo comune, non farci caso.

BL
Mo'nonymous
#4  13 July 2004 - 15:20
 
impiegarsi per ciò in cui si crede: sarebbe bellissimo, vorrebbe dire l'impegno sine die. E' vero impiegata vuole dire tutto e niente; il fatto è che nutro un'istintiva ritrosia verso il mostrare parte di sè, quando non serve o non è richiesto. Comunque, sposo l'aforisma di Voltaire "Quanto è infinitesima l'importanza di quello che faccio, ma quanto è infinitamente importante che io possa farlo".



gabriella



ps: adesso ho la testa su una ricerca sulle tendenze globali/locali e gli asset dei nuovi stili di consumo...non è meglio dire impiegata?
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