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Wednesday, June 30, 2004

Se riesci a sentire le necessità altrui, accetti l'altro come parte di te

Nell'iniziativa di ogni cosa, la prima scintilla non può che nascere dall'individuo. E' lui che deve evolversi, svluppare il dialogo nella propria mente, nella propria vita, nel proprio nucleo familiare. Se riesci a sentire le necessità altrui, accetti l'altro come parte di te e il suo interesse come interesse comune. Ma, attenzione, un mondo perfetto al cento per cento è impossibile, ottenere l'ottanta per cento sarebbe già qualcosa, per il resto bisognerebbe agire con compassione e comprensione....In passato molti grandi uomini hanno cambiato le cose perchè avevano in mente un progetto, non perchè si aspettavano risultati immediati dal loro agire. I risultati arrivano col tempo. Noi esseri umani abbiamo in dote l'intelligenza, una visione che ci consente di vedere al di là del presente. Dovremo vivere in questo mondo almeno altri mille anni, quindi pensiamoci. Stiamo parlando di sogni, ma per il futuro noi dovremmo avere dei sogni. In fondo, avere dei sogni è meglio di non avere nulla.

(Dalai Lama Tenzing Gyatso, Ballarò, Rai Tre, 29 giugno 2004) 

posted by: gabriella at 10:16 | link | comments (4) |


Comments:
#1  07 July 2004 - 09:16
 
Mi fa ridere un po' il sottotitolo: se riesci a sentire le necessita' altrui ecc. ecc. Ma come? Il buddismo non e' la filosofia/religione piu' egocentrica/egoista che ci sia? C'e' qualcosa che mi sfugge: o il Dalai Lama e' l'unico onesto e tutti gli altri buddisti dei gran fanfaroni (possibilissimo) oppure (ed e' quello che penso) anche lui ha cambiato modo di pensare e vedere.

Spero che nessuno dei lettori se la prenda se ho espresso opinioni cosi' decise ma i pochi (fortunatamente per loro) buddisti "occidentali" che ho conosciuto dopo aver cercato di fare proselitismo (assolutamente gratuito) se ne sono dovuti stare zittini e tornarsene a casa con la coda tra le gambe. Comunque il concetto dell'articolo e' espresso da quasi tutte le religioni/filosofie monoteistiche. Mi sa che hanno scoperto l'acqua calda!

Jo
navoig@yahoo.it Mo'nonymous
#2  14 July 2004 - 10:37
 
Grazie Jo per il tuo commento. Personalmente non ne farei una questione religiosa, anche se ritengo che i fedeli appertenenti a qualsiasi credo, debbano sentisrsi più sensibili a queste tematiche. Credo si tratti, invece, di esercitare meglio lo stile di vita auspicato dal Dalai Lama. Se io riesco a comprendere i miei simili e le loro necessità, posso prodigarmi per loro, così come loro si prodigano per me, quando capiscono i miei bisogni.

Non sarebbe solo bello e impraticabile; mi sembrerebbe necessario a una convivenza armoniosa.

gabriella
Contact me View user's mediablog gabriella
#3  16 July 2004 - 09:30
 
Cara Gabriella, rispondo con enorme piacere alle tue argomentazioni facendoti una domanda: il confine tra le necessita' del prossimo tuo e le tue dov'e'? E di quanto si sposta ogni nano secondo? Direi che e' un concetto al limite della schizzofrenia: il mio essere attento al mio prossimo confina pericolosamente con il dovere di essere attento anche a tutti gli altri... e poi ci sono sempre io, individuo, che ho bisogno delle stesse attenzioni che rivolgo agli altri....!! Altro che Pirandello, questo e' l'inizio del bipolarimo del cervello, l'anticamera della pazzia. E' praticamente impossibile essere attenti ai bisogni del nostro prossimo, perche' sicuramente nel fare contenta te scontentero' sicuramente qualcun altro, a cui tu tieni forse. Non e' da manicomio? Meglio il semplice "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te" e soprattutto "non guardare mai nel piatto del tuo vicino" che e' sicuramente piu' saggio.

Baci. Jo
navoig@yahoo.it Mo'nonymous
#4  16 July 2004 - 12:25
 
Jo, diciamo le stesse cose con parole diverse. "Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". Ti vuoi bene e desideri questo tuo stesso bene per gli altri, dal momento che non vuoi il contrario.

Quindi "Ama il prossimo tuo come te stesso". Se in chi ti è prossimo riconosci te stesso, non puoi che amarlo. Non è schizofrenia, è ricerca del bene. E cosa è il bene dell'"altro"? Probabilmente anche il mio bene.

Per quanto mi riguarda, il bene non è un concetto astratto, ma un esercizio quotidiano.



grazie Jo, baci, gabriella
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