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C'è, al mondo, qualcos'altro che conta
Cosa vuoi che ti dica? Mi sa tanto che tu, Jonathan, sei un uccello come se ne trova uno su un milione. Per lo più, noialtri ci abbiamo messo un'infinità di tempo ad arrivare fin qui. Passavamo da un mondo all'altro, ognuno quasi uguale al precedente, e, subito, ci si scordava donde venivamo né ci importava dove fossimo diretti. Insomma, si viveva alla giornata. Hai idea di quante vite ci sarà toccato vivere, prima che ci passasse pel cervello che c'è, al mondo, qualcos'altro che conta, oltre al mangiare, al beccarci fra di noi, oltre insomma alla Legge dello Stormo? Ma mille vite, Jon, ma diecimila! E poi, dopo quel primo piccolo barlume, saranno occorse altre cento vite prima che cominciassimo a intuire che c'è una cosa chiamata perfezione. E poi, altre cento prima di capire che lo scopo della vita è appunto quello di adeguarci il più possibile a quell'ideale. S'intende che, per noi vale la stessa regola, anche adesso: scegliamo il nostro mondo successivo in base a ciò che apprendiamo in questo. Se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima, e avrai anche là le stesse limitazioni che hai qui, gli stessi handicap......"Ma allora, dopo qui, cosa ci aspetta? Dove andremo? E un posto come il paradiso c'è o non c'è?" "No, Jonathan, un posto come quello, no, non c'è. Il paradiso non è mica un luogo. Non si trova nello spazio, e nenache nel tempo. Il paradiso è esere perfetti". Tacque un minuto, e poi: "Tu sei uno che vola velocissimo, nevvero?". "Mi....mi piace andare forte" disse Jonathan, preso alla sprovvista, ma fiero che l'Anziano se ne fosse accorto. "Raggiungerai il paradiso, allora, quando avrai raggiunto la velocità perfetta. Il che non significa mille miglia all'ora, né un milione di miglia, e neanche vuol dire volare alla velocità della luce. Perchè qualsiasi numero, vedi, è un limite. Velocità perfetta, figlio mio, vuol dire solo esserci, esser là".
(Richard Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston", ed. Rizzoli, 1973)
