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Globalization index
Foreign Policy, il magazine fondato nel 1970 da Samuel Huntigton e Warren Demian Manshel, ogni anno stila una classifica del livello di globalizzazione raggiunto in 62 Paesi, fra i quali vi è anche l'Italia, che coprono l'84% della popolazione mondiale e il 96% del world gross domestic product. L'indice, pubblicato nel 2004, ma che utilizza i dati del 2002, è calcolato in base a una serie di parametri relativi all'economia, tecnologia, politica, vita della popolazione fra i quali rientrano fattori come gli investimenti diretti dall'estero, turismo, traffico telefonico internazionale, numero degli utenti Internet, presenza del Paese in organizzazioni internazionali e partecipazione alle missioni delle Nazioni Unite. In questa classifica, per il terzo anno di seguito guidata dall'Irlanda, l'Italia si muove fra il 24° e il 25° posto, in coda a tutti i principali Paesi europei. Rispetto alla classifica dello scorso anno al secondo posto dietro la "Tigre celtica", come è stata soprannominata l'Irlanda, troviamo Singapore, ma la crescita più importante è della Nuova Zelanda cha dal 16° posto passa all'8°, mentre la Finlandia dal 10° posto passa al 5° grazie, soprattutto, ai parametri tecnologici. Gli economic ranking fanno perdere una posizione all'Italia.
(Social Trends, Eurisko sul cambiamento socioculturale, luglio 2004)
