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Tuesday, August 24, 2004

23 agosto, giornata Onu per celebrare la fine dello schiavismo

Ancora oggi esistono almeno 27 milioni di schiavi. In Sudan, almeno 15 mila persone all'anno vengono rapite per essere schiavizzate; in Brasile, secondo il rapporto Onu, mille persone sono state liberate, nel 2003, dalla piantagioni amazzoniche; in Pakistan, persone di ogni età sono comperate e vendute. Quasi 180 milioni di bambini, sotto i 10 anni, sono al lavoro nel mondo, addetti a produzioni tossiche. Ottocentomila donne e non di rado bambine e bambini, sono introdotti ogni anno nel mercato della prostituzione forzata. Inoltre, la terza età dello schiavismo, dopo l'età delle servitù antica e lo schiavismo delle piantagioni europee nelle Americhe, principalmente riservato agli africani, è quella aperta dall'outsourcing, dalla possibilità di trasportare posti di lavoro laddove il lavoro è più a buon mercato e, soprattutto, indifeso. Uno studio del Cato Institute di Washington rileva che il costo medio di un laureato in economia e commercio in India, dove 360 mila posti di lavoro americani da contabili sono volati nel 2003, è il 5%, un ventesimo, del costo di un collega americano. Nel lavoro manuale, nelle fabbriche di magliette, palloni, scarpe, ecc..., i nuovi schiavi in Cina, Pakistan, Thailandia, Malaysia, America Latina, misurano i salari non in euro o dollari all'ora, ma in centesimi. "Se volete davvero commemorare la giornata internazionale contro la schiavitù, lasciate perdere le cerimonie e toccate invece la maglietta che avete indosso. Le probabilità sono che sia stata fabbricata ieri mattina da uno schiavo", è il monito di Koichiro Matsuura, direttore dell'Unesco. 

(Vittorio Zucconi, La Repubblica, 24 agosto 2004)

posted by: gabriella at 08:30 | link | comments |

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