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Divisioni significative nei rapporti tra Europa e Stati Uniti
Un'indagine sull'opinione pubblica americana ed europea in tema di rapporti tra i due paesi, minacce internazionali, uso della forza, leadership globale, multilateralismo, ecc..., rileva che, nell'ultimo anno, si è acuito il deterioramento nei rapporti tra Europa e Stati Uniti emerso inizialmente nel dopoguerra iracheno. Questo sembra confermare che potrebbe essere in corso un cambiamento di fondo nei rapporti transatlantici. L'appoggio degli europei a una forte leadership globale degli Stati Uniti si è notevolmente indebolito, così come è diminuito il sostegno alla politica del presidente George Bush; la maggioranza degli americani desidera mantenere una stretta partnership con l'Europa ed è a favore di un'Europa più forte, in grado di aiutare gli Stati Uniti ad affrontare le sfide globali; nonostante vi sia un consenso transatlantico quando si tratta di identificare le minacce internazionali, esiste un netto disaccordo su quando e sotto quale guida sia opportuno intervenire con la forza. Pur ammettendo il ricorso all'intervento militare in certi scenari, gli europei sono molto meno propensi all'impiego della forza per mantenere la pace o ottenere giustizia e ampiamente contrari all'intervento armato senza un consenso multilaterale. La spaccatura su questi temi, netta fra le due sponde dell'Atlantico, è profonda anche all'interno di Stati Uniti e Europa. La maggior parte degli europei ritiene che l'attacco all'Iraq non valesse il sacrificio di vite umane, gli alti costi pagati e crede che la guerra abbia aggravato la minaccia del terrorismo. Tra gli americani esiste una netta frattura che segue le linee partitiche e ideologiche.
(Transatlantic Trends 2004, German Marshall Fund of the United States, Compagnia di San Paolo. www.transatlantictrends.org; www.compagnia.torino.it)
