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Friday, September 24, 2004

Orribile trappola dell'ego

Anam, il senzanome. Così Tiziano Terzani aveva scelto di chiamarsi nei tre mesi passati in un ashram indiano nel tentativo di tagliare i ponti con il mondo dei sensi, dei desideri e prepararsi a lasciare la vita...[..] "Alla fine della mia vita non voglio cadere nella orribile trappola dell'ego che, assieme a quella dei desideri , ho dedicato recentemente molto tempo a distruggere....ero Anam, senzanome, è stato buttare alle ortiche una cosa, come un vestito che ti sta stretto".

(La Repubblica Cultura, intervista a Tiziano Terzani, 24 settembre 2004)

posted by: gabriella at 15:01 | link | comments (3) |


Comments:
#1  27 September 2004 - 09:26
 
Per essere uno che voleva tagliare i ponti li ha tagliati pochino direi... solo persone come lui possono concedersi il lusso di "morire" in tv, isolarsi come un eremita ma ricevere comunque la stessa attenzione (silenziosa, premurosa, civile) che hanno i sequestrati in Iraq. Ci sono miliardi di persone che muoiono con le mosche sulle braccia, e darebbero l'ultimo respiro di vita per riuscire a dimenticarsi del dolore, delle sofferenze patite, della miseria e avvicinarsi all'ultimo viaggio con serenita'.
Meno male che "anche i ricchi di sinistra piangono".
Cinica come sempre, vostra Gio.
http://navoig@yahoo.it Mo'nonymous
#2  27 September 2004 - 12:51
 
Cinica Giò,
leggi l'intervista di Repubblica. Scopriresti che Terzani ha indugiato moltissimo prima di rilasciarla proprio perchè non voleva apparire in tv.
Questo non significa che si debba lasciare nell'indifferenza coloro che non hanno voce. Anzi, forse è proprio questa mission che a Terzani stava a cuore. Leggi "Lettere dalla guerra".
Leggi anche "La città della gioia" di Dominique Lapierre. Ci trovi il sorriso del povero, mai privo di sofferenze e di miseria, ma mai nemmeno privo anche di speranza.
Contact me View user's mediablog gabriella
#3  28 September 2004 - 08:21
 
Cara Gabri, non voglio mettere in dubbio al tua buona fede, di Terzani ho letto 6 libri e li ho trovati interessanti, ma non era un santone ne' un illuminato. Rimango dell'idea che solo chi se lo puo' permettere si isola in un eremo tutto d'oro. Terzani si e' scelto una professione "privilegiata", se lo poteva permettere (studi in America ecc. ecc., paese che poi ha contestato ferocemente... peccato che quando sia stato il momento di sfruttarlo questo paese gli andasse benissimo...!!). Non contesto la sua scelta di rilasciare un'intervista, contesto il fatto che se voleva veramente lasciare un testamento morale poteva fare una "lettera aperta" e farla pubblicare non solo su Repubblica, testata faziosa, ma sulla "Nazione" (lui e' toscano), sul Corriere (era un corrispondente) su "Der Spiegel" (idem come sopra)... "La citta' della gioia" l'ho letto, tanti anni fa, e la mia idea non e' cambiata affatto dopo la sua lettura.
Sempre con stima e rispetto.
Gio
http://navoig@yahoo.it Mo'nonymous
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