Il salotto a ruota libera
::Mash-ups in Italy::
cartebollate online
dmag.it il blog senza cellulite.
DockSouls
escamillo
Estemporanee.com
filibusta
Il blog di ocrampal
Il Blog di Raffaele Barberio
jtheo 2.0
Net Sourcer, il blog di Alessandro Palmisano
p/p
pongomania!
tòmitò-mitòmì
Vittorio Pasteris ParoleFattiPensieri
today
January 2007
December 2006
November 2006
October 2006
September 2006
August 2006
July 2006
June 2006
May 2006
April 2006
March 2006
February 2006
January 2006
December 2005
November 2005
October 2005
September 2005
August 2005
July 2005
June 2005
May 2005
April 2005
March 2005
February 2005
January 2005
December 2004
November 2004
October 2004
September 2004
August 2004
July 2004
June 2004
May 2004
April 2004
March 2004
February 2004
January 2004
visited *loading* times
L'anno e il calendario
L'anno è l'unità fondamentale del calendario. [...] L'anno è però soprattutto un ciclo completo di morte e di rinascita. Presso i popoli africani della Costa d'Avorio l'anno comincia al'inizio della grande stagione secca (in dicembre presso i Guerè, in gennaio presso i Baulè) ma presso gli Alladian comincia con la breve stagione secca in luglio. L'anno ha inizio con le cerimonie di Angbanji, feste della ricchezza, e con le feste dell'igname, l'unica pianta della regione che per produrre ha bisogno del ciclo completo delle quattro stagioni e dà un solo raccolto. Presso i Baulè, mentre l'anno profano comincia in gennaio al momento del raccolto tardivo degli ignami, l'anno rituale comincia in agosto con l'offerta delle primizie degli ignami ai Mani degli antenati e della terra. A Roma, fino al 153 a.C., l'anno cominciava il I° marzo e veniva festeggiato in occasione del primo plenilunio seguente sotto la protezione della dea Anna Perenna. Nel 153 l'inizio dell'anno civile fu fissato al I° gennaio, data di entrata in carica dei consoli. [...] Ci volle la riforma di Gregorio XIII nel 1582 per far adottare poco a poco dalla vecchia cristianità medievale la data del I° gennaio come inizio dell'anno. [...] Nell'Occidente medievale si perpetuò l'uso, derivato in particolare dall'antichità romana e dai riti tradizionali delle strenne, dei canti, dei carnevali dell'anno nuovo, riti di passaggio e di rinnovamento. Talvolta l'Anno Vecchio, manichino bruciato, sotterrato o annegato o impiccato, oppure ragazzo travestito da vecchia, accompagnato da un corteo beffardo, incarnava la morte del passato alla soglia del rinnovamento.
(Jacques Le Goff, Storia e memoria, ed. Einaudi - Lunario di fine millennio, a cura di Guido Davico Bonino, ed. Einaudi, 1999)
