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Diseguaglianza...ci vogliono politici che capiscano
L'umanità si sta dividendo in tre classi: un miliardo d'internauti, due o tre miliardi di alfabetizzati e altri due o tre miliardi di analfabeti. La diseguaglianza di opportunità, d'informazione e di potere tra alfabetizzati e analfabeti è enorme. Ancora più grande però rischia di essere il divario tra gli internauti e gli altri. Internet è uno strumento di democrazia ma deve essere gestito. Vorrei fare tre proposte. 1) La cittadinanza digitale. Quando una persona nasce, i genitori gli danno un nome. L'Onu o l'Unesco dovrebbero dargli il suo indirizzo email e l'accesso a internet per tutta la vita. Gratuito. Come gratuita è la cittadinanza. 2) Computer a basso prezzo. I computer dovrebbero costare meno ed essere sovvenzionati dallo Stato. Specialmente i meno abbienti e i loro figli dovrebbero avere aiuti speciali, destinati a evitare il divario digitale. 3) Computer a basso impatto aziendale. [...] Per fare dieci chili di computer, ci vogliono dieci tonnellate di materiali, che diventano dieci tonnellate di rifiuti. Le aziende produttrici dovrebbero essere responsabili dei computer dalla loro costruzione al loro smaltimento e riprendersi indietro tutto quello che hanno venduto. Li costruirebbero in modo diverso e il consumo di materie prime e di energia si ridurrebbe enormemente. Tutto questo non accadrà da solo. Ci vuole la politica. Ci vogliono politici che capiscano queste cose e le facciano diventare legge. Da noi ce ne sono pochi. In altri paesi va meglio. In proposito mi hanno colpito due esempi positivi: in Corea del Sud sui nuovi edifici c'è una targa con la certificazione statale della velocità di connessione a internet. In Svizzera su molti nuovi edifici c'è un marchio certificato dallo Stato: attesta che l'edificio è stato costruito con criteri di maggior comfort e di un basso o bassissimo consumo energetico. Ecco, una vera "Casa della libertà del futuro" mi piacerebbe così: energia e informazione certificate dallo Stato e nell'interesse dei cittadini. Una casa a buon mercato, che consumi il minimo di energia e che assicuri il massimo dell'accesso all'informazione.
(Beppe Grillo, tratto dallo spettacolo Beppegrillo.it, Internazionale 6 maggio 2005)
