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Io ho realizzato il mio sogno
Correre da maratoneta, come domenica scorsa a New York, mi ha consentuto di girare il mondo ma, ovunque io vada, mi sento ancora il bambino cresciuto nella città polverosa di Baringo, nella Rift Valley del Kenia, dove la siccità, le malattie e la fame erano una realtà quotidiana [...] Per la maggior parte dei bambini di Baringo la vita è una corsa in salita: la mancanza di cibo rende impossibile iniziare l'avventura della vita con il piede giusto. Per loro l'infanzia significa, di solito, aiutare la famiglia a trovare di che vivere. Nei casi migliori solo un bambino del nucleo familiare va a scuola. Quando avevo otto anni tutto questo è cambiato. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite cominciò a distribuire cibo negli istituti della zona. D'improvviso ci siamo tolti dalle spalle un enorme fardello. I miei amici ed io non ci siamo più dovuti preoccupare della fame che sentivamo durante le lezioni. Mangiavamo un pasto al giorno e ci potevamo concentrare sugli studi [...] I programmi di alimentazione scolastica in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone e in altri paesi aiutarono a trasformare, nell'arco di una sola generazione, le nazioni che uscivano dalla guerra in società ed economie forti. Lo stesso potrebbe essere fatto per le nazioni in via di sviluppo. Stiamo parlando di un altro mega-progetto supercostoso? Assolutamente no. Costa, in media, solo 0,15 euro al giorno sfamare un bambino a scuola. Ogni bambino che riceve abbastanza cibo è una vita salvata, è una vita migliore che produce effetti positivi nella società. Io ho realizzato il mio sogno. Ogni bambino non ha forse il diritto di volere lo stesso?
(Paul Tergat, vincitore 2005 della Maratona di New York, Avvenire, 12 novembre 2005)
