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Un operaio che ha voluto rimanere anonimo
N.G. comparve nel 1979 in Palazzo Carignano a Torino con la giacca a vento e il sacco da montagna [...] Mi disse che voleva donare alla Galleria Sabauda delle opere d'arte sotto cui avrebbe dovuto comparire la scritta "Dalla collezione raccolta da un operaio che ha voluto rimanere anonimo". Mi spiegò che voleva "dare un esempio" usando termini come "operaio", "popolo" e "pubblico" quasi timidamente e senza retorica [..] La pratica di donazione si concluse nell'82 e comprendeva: una tela di fine Cinquecento, una libera tela genovese del Seicento, un grande acquerello alla Migliara e una picccola tavola riferita all'estroso pittore di Canale d'Alba Michele Scaglia, della fine dell'Ottocento [...] Purtroppo non fissai con il registratore le sue conversazioni, ho ritrovato qualche mio appunto: nato nel 1907 a Torino, lavorò giovanissimo [...] Guidato da un gusto sicuro cominciò a raccogliere opere d'arte nel '39, in specie al Balon, e riprese nel dopoguerra. Dei testimoni di Giaveno ricordano che era soprannominato "Squarcia" e che faceva continuamente escursioni in montagna in solitudine, cantando.
(Giovanna Galante Garrone, la Repubblica, 23 gennaio 2006)
