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Wednesday, February 22, 2006

Leggere

Chi s'immerge in un libro scende lentamente verso il fondale di un ambiente più denso e meno illuminato della realtà esterna. Chiude il boccaporto, si mette comodo, in silenzio. Il mondo reale è piacevole, altre volte ostile. Nella camera sommersa del libro si è in salvo da tutto, almeno per un po'. Il mondo reale, le esperienze concrete, possono essere felici o sfortunate, stimolanti o noiose, ma in ogni caso ci costringono a limiti spaziali e temporali, a un  numero sempre scarso di personaggi, alla possibilità di annoiarci. Il libro moltiplica le dimensioni del mondo e la varietà dei paesaggi e delle vite; ci salva dal'immediatezza letterale delle cose, dal loro fatale ancoraggio al qui e all'ora, all'io conosciuto. Ma il libro non intorpidisce la curiosità nei confronti dello spettacolo illimitato e piacevole di quanto ci circonda: se ben letto, è una lente d'ingrandimento, un microscopio, un telescopio, una macchina del tempo. Ma non si legge per imparare, né per sapere di più o per evadere dalla realtà. Si legge perchè la lettura è un vizio compatibile con la scarsezza di mezzi, con la mancanza dell'audacia richiesta da altri vizi e con l'assoluta pigrizia.

(Antonio Munoz Molina, Pais semanal, Internazionale, 17 febbraio 2006)

posted by: gabriella at 15:32 | link | comments |

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