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Tuesday, March 14, 2006

Un buon giornalismo

Un giornale di informazioni svolge varie funzioni. La prima, quella fondamentale, consiste nel riferire i fatti: dire cioè ai lettori, di giorno in giorno, quel che succede. I fatti devono essere riferiti con onestà (io dico con obiettività), senza secondi fini, politici o di altra natura. Il giornale, se è un buon giornale, spiega poi ai lettori perchè succede quel che succede: e per definire questa seconda funzione gli americani hano trovato un nome specifico, new analysis. Infine, il giornale può esprimere un giudizio su quel che succede: e questa terza funzione è il commento, interessante, ma non obbligatorio. Dunque, tre funzioni distinte: dire quel che succede, perchè succede, dire se è un bene o un male che sia successo [...] Le preferenze, le scelte di campo sono dunque lecite nei commenti, non nella cronaca o nella new analysis [...] Poichè ognuno, innegabilmente, racconta i fatti come li vede, si pensa che il giornalista farà sempre una cronaca colorata, cioè tendenziosa. Ma questo accade se il giornalista è animato da passioni politiche [...] Nel buon giornalista l'orgoglio professionale, il gusto dell'onestà, supera di gran lunga le preferenze politiche, ammesso che ne abbia. La prima ambizione di un giudice onesto è di emettere sentenze giuste, non gettare in carcere chi gli sta antipatico: e tutti sappiamo che i giudici onesti esistono. Perchè non dovrebbero essere onesti i giornalisti, con l'ambizione di fare bene il proprio mestiere?

(Piero Ottone, la Repubblica, 14 marzo 2006) 

posted by: gabriella at 13:58 | link | comments |

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