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Mi sembrò un ottimo guadagno
L'autore delle opere d'arte più ambite dell'India vive in un piccolo appartamento al quarto piano di una palazzina senza ascensore in un popoloso quartiere di periferia [...] Le quotazioni dei dipinti di Tyeb Metha superano quelle di ogni altro artista vivente: lo scorso autunno Mahisaura, una raffigurazione del 1997 del demone-bufalo della mitologia indù è stato battuto da Christie's a New York a 1,26 milioni di euro. Un dipinto indiano contemporaneo non aveva mai superato il milione [...] Metha sembra guardare a tutto questo con un atteggiamento di divertito distacco. Definisce "insensato" l'aumento dei prezzi delle opere d'arte, ma è lieto di veder riconosciuto il proprio talento. "E' bello che il successo arrivi quando si è ancora in vita", dice. "Io ho 80 anni e l'Onnipotente può farmi fuori in ogni momento. Se c'è gente che ha i soldi per comperare i miei quadri, che li compri". In realtà, Metha ha tratto ben poco vantaggio finanziario dal boom dell'arte indiana. Le quotazioni delle sue opere sono salite a dismisura ma i quadri sono passati di mano in mano da quando li ha dipinti e le vendite rientrano nel mercato secondario. Ora potrebbe mettersi a sfornare disegni e dipinti per sfruttare il mercato, ma non lo ha fatto. Metha non è mai stato eccessivamente prolifico e oggi produce molto poco. I critici lo collocano tra gli artisti indiani meno commerciali. Ama sottolineare che Vincent Van Gogh morì povero in canna [...] Vendette il primo quadro dopo 12 anni di attività, ad una acquirente portata dal suo amico e collega pittore M.F. Hussein. Metha le vendette quattro tele per l'equivalente odierno di 25 euro. "MI sembrò un ottimo guadagno", dice. "Si viveva con poco allora, con semplicità. Oggi la semplicità non esiste più".
(Somini Sengupta, The New York Times, la Repubblica, 6 febbraio 2006)
