il circolo

Il salotto a ruota libera

Buttons

  • Contact me
  • My profile
  • Linkme

Recent comments

Bakis on Ritorno a ...

 

Counter

visited *loading* times

 
Thursday, April 27, 2006

Meta-valori e identità

Tolleranza nei confronti delle fedi di tutti, libertà e socialità, razionalismo, pluralismo, uguaglianza, diritti umani, costituzionalismo, democrazia. Alla base c'è la persona umana come tale e la sua dignità, in quanto appartenente al genere umano e indipendente dalla appartenenza a questa o a quella fede, religione, stirpe, comunità politica. Tutto questo, indubitalmente, è identità. Essa, a differenza di quella di procacciatori di identità perdute, non poggia su elementi concreti del tipo: una fede, una religione, una tradizione, una ideologia o una mitlogia, una storia, una terra, una stirpe, ecc. Non poggia su unità pre-date perchè la democrazia pluralista, per condurre a una vita comune le sue tante componenti, senza far uso di violenza, deve far leva soprattutto su valori astratti, non concreti; formali o procedurali, non materiali. La tolleranza, per esempio, dice che dobbiamo riconoscerci e rispettarci nelle nostre diversità; non dice nulla, invece, sul contenuto di queste diversità e sul modo concreto di farle convivere. La democrazia promette procedure amichevoli per dare soluzioni ai conflitti politici, ma è un metodo, non il contenuto di una decisione. Per quanto astratti e formali, tuttavia, questi non sono "meno valori" di quelli materiali e concreti. Anzi, dal punto di vista del loro significato politico, sono più alti, sono meta-valori, in quanto consentono rsipetto e convivenza pure tra quanti aderiscono a visioni della vita diverse, tra quanti aderiscono a differenti valori materiali e concreti, in breve, si riconoscono in distinte identità [...] L'identità della democrazia richiede un'elevata misura di responsabilità nei confronti della dimensione collettiva dell'esistenza. Non così le identità materiali, che vivono per se stesse, ciascuna per proprio conto, e possono contare sulla forza e sulla violenza per imporsi sulle altre.

(Gustavo Zagrebelsky, la Repubblica, 8 marzo 2006)

posted by: gabriella at 12:13 | link | comments |

Comments: