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Il segreto vale meno delle vie che mi hanno condotto ad esso
Il turista moderno non è un conquistador come Cortez in cerca di avventura, oro, gloria e uomini da catechizzare [...] Il turista moderno è un uomo in vacanza antropologica: vacanza di lavoro, vacanza mentale, vacanza morale, vacanza sessuale. I turisti sono uomini per una volta l'anno in curva sud, uomini dediti appunto alla vacanza, all'attività del vacuo, del vuoto, uomini torricelliani [...] E si sente turista in vacanza chi, dovunque si trovi, è abituato a stare lontano da se stesso [...] Forse il solo turista che merita rispetto è L'etnografo di Borges, giovane e promettente studente mandato dal suo anziano professore a vivere in un accampamento indio per osservare i riti esoterici e scoprire il segreto che gli stregoni rivelano solo agli iniziati [...] Il turista-studente abitò per più di due anni sotto tende di cuoio, si coprì con vesti strane, giunse a pensare in un'altra lingua e in un modo che la sua logica respingeva [...] A quel punto convinse lo stregone a rivelargli la dottrina segreta. Poi, senza salutare nessuno, tornò in città, andò dal suo vecchio professore, gli disse che conosceva il segreto ma non volle mai rivelarlo. Si sposò, ebbe dei figli, non tornò mai più nella prateria, ma la sua ostinazione gli impedì di far carriera: "Il segreto vale meno delle vie che mi hanno condotto ad esso. Codeste vie bisogna averle percorse".
(Francesco Merlo, la Repubblica, 29 agosto 2006)
