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Thursday, September 07, 2006

"Spazi sociali" sul web

Da un paio d'anni, con il web come punto di riferimento e motore centrale, milioni di videoamatori, nutriti di televisione e internet, fanno gratuitamente uploads di video e altri elementi su siti quali YouTube, GoogleVideo, MySpace, Grouper: elementi che possono essere di loro creazione o copiati da altre fonti. Ma non fanno solo uploads: i siti permettono un insieme di attività che creano degli "spazi sociali", dei luoghi virtuali di aggregazione e di scambio [...] La pubblicità su siti "spazi sociali"  trova nuove frontiere, incerte sotto certi aspetti, ma appetibili perchè aprono nuovi spazi di contatto [...]  Due sono i modelli principali nelle relazioni tra i siti considerati e la pubblicità. Nel primo, mediante software appropriati vengono estratte le informazioni relative ad audience segmentate che i pubblicitari e i loro clienti possono utilizzare quasi direttamente. Il secondo è indiretto: le stesse informazioni sono utilizzate dai produttori di contenuti, che da una parte riescono a collegare in modo più stretto un'audience a contenuti specifici, dall'altra posseggono dati concreti di audience da proporre ai clienti per finanziare le produzioni e fare previsioni molto più accurate sulla fruizione [...] Questi siti stanno stanno modificando internet, il mezzo nel quale sono nati, così come con altri media e le relazioni tra essi, tanto sul piano dei contenuti che su quello tecnologico, economico e dei processi produttivi e distributivi.

(Cesare A. Massarenti, docente di Comunicazione e sistemi interattivi, nòva24-Il Sole 24 Ore, 7 settembre 2006)

posted by: gabriella at 10:36 | link | comments |

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